Forcone, il pasticcere campione del mondo «Ma quanti sacrifici...»

1 Marzo 2015

Da San Valentino alla conquista del titolo iridato in Francia «Ai giovani consiglio questo lavoro e di formarsi bene»

PESCARA. Italia campione del mondo di pasticceria, ma a trionfare è anche l'Abruzzo. C'è anche un abruzzese, infatti, fra i tre componenti della squadra italiana che si è classificata prima nella "Coppa del mondo di pasticceria 2015", svolta a Lione (Francia). Si tratta di Emmanuele Forcone, 31enne di San Valentino in Abruzzo Citeriore, esperto pasticcere, attivo da anni nel settore della formazione e conosciuto non solo in Italia, ma anche a livello internazionale.

Erano 18 anni che l'Italia non arrivava prima al campionato internazionale. Ora ce l'ha fatta grazie ad una squadra composta, oltre a Forcone, dal campano Francesco Boccia e dal romano Fabrizio Donatone. Ognuno dei tre doveva cimentarsi in una specialità diversa, realizzando un tipo di dolce: zucchero artistico per l'abruzzese, capitano della squadra, che ha dovuto preparare una torta al cioccolato; cioccolato artistico per Boccia, che ha preparato un dolce al piatto, ghiaccio scolpito per Donatone, che ha preparato una torta al gelato.

Ventuno in tutto le squadre, provenienti da altrettanti Paesi. Sul podio, subito dopo l'Italia, sono saliti Giappone e Stati Uniti. «Per la prima volta», commenta soddisfatto Forcone, «i primi classificati si distaccano dai secondo con 800 punti di differenza e questo è un record».

Il 31enne abruzzese ha iniziato la sua attività nel mondo della ristorazione, poi per otto anni è stato capo-pasticcere nella storica attività "Pannamore" di Vasto. Da due anni e mezzo lavora come consulente internazionale e svolge corsi di formazione sia in Italia che all'estero. «Il settore della pasticceria», spiega, «sta risentendo fortemente della crisi, perché i dolci non sono un bene primario, ma piuttosto un piacere che ci si concede. Le difficoltà, invece, toccano meno il settore della formazione, che nell'ultimo periodo, anche grazie alla rilevanza mediatica, sta lavorando molto bene».

Forcone dà qualche suggerimento a chiunque voglia avvicinarsi al mondo della pasticceria. «Questo mestiere», sottolinea, «non può e non deve essere un ripiego. L'attività mediatica sembra rendere tutto molto appetibile, ma in realtà si tratta di un lavoro duro ed impegnativo, che richiede energie e sacrifici e che rappresenta anche uno stile di vita. E' importante non lasciarsi guidare dall'illusione di un lavoro straordinario, perché si va incontro ad una vita molto dura. Bisogna essere spinti da una grande passione», osserva, «ed è fondamentale il concetto della formazione».

A confermare l'importanza della formazione è anche il direttore di Confartigianato Abruzzo, Daniele Giangiulli, secondo cui quando ci si avvicina ad un lavoro artigiano «è indispensabile una adeguata formazione e, oggi come oggi, bisogna anche ragionare in termini di mercato globale. Nonostante la crisi, d'altronde, ovunque viene chiesta una elevata competenza».

In tal senso, Confartigianato Abruzzo a maggio aprirà a Chieti la scuola di formazione "Academy for me", con un programma dedicato proprio all'"Arte bianca", cioè il mondo della ristorazione, della panificazione e della pasticceria. Gli altri due programmi riguardano l'area "Benessere" e quella "Digitale". «E' una scuola»,, anticipa Giangiulli, «che porterà i ragazzi direttamente nel mondo del lavoro. L'era del posto fisso è finita e si torna ai mestieri artigiani, intesi non solo in senso tradizionale. Le competenze acquisite dagli allievi saranno spendibili ovunque e i ragazzi, come accade sempre più spesso, potranno lavorare in qualsiasi parte del mondo».

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