Forza Italia all’attacco: i conti non tornano
Critici i consiglieri Febbo e Sospiri: «Il tavolo di monitoraggio della sanità boccia D’Alfonso»
PESCARA . «Dal verbale del Tavolo di monitoraggio emerge chiaramente come la situazione della sanità abruzzese sia completamente diversa da quella prospettata dal presidente Luciano D’Alfonso e dall’assessore Silvio Paolucci, che si ostinano a vantare risultati e obiettivi che non sono rintracciabili in nessun documento ufficiale, al contrario dei disservizi e della malasanità che i nostri cittadini toccano ogni giorno con mano». A sostenerlo sono i consiglieri regionali di Forza Italia, Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri. «I bilanci ufficiali delle quattro Asl abruzzesi, al 31 dicembre 2017, dimostrano che ci troviamo di fronte ad una gestione sanitaria completamente fallimentare», hanno detto nel corso di una conferenza stampa, «le Asl, esclusa quella di Teramo, chiudono i loro bilanci con forti perdite, pari a quasi 39 milioni di euro, ma c’è anche qualcosa che non ci convince, visto che dalla relazione effettuata dall’advisor della Regione, Kpmg, inviata alla Corte dei conti nel dicembre 2017, per il terzo trimestre 2017 emerge un risultato negativo pari a 52,7 milioni di euro. Stranamente, invece», hanno osservato, «il risultato negativo oggi si ferma a circa 39 milioni». Infine gli esponenti di Forza Italia si sono soffermati sul project financing riguardante l’ospedale di Chieti, sottolineando «le illogicità» contenute nella deliberazione di Giunta del 18 maggio. «Leggiamo che la Regione mette 30 milioni di euro, e che la Asl di Chieti, in 25,5 anni, dovrà accollarsi un canone di oltre 15 milioni l’anno a fronte del pesante stato economico finanziario della stessa Asl, che nel 2016 ha chiuso con perdite di esercizio di oltre 25 milioni di euro e nel 2017 con perdite di quasi 17 milioni di euro». I consiglieri regionali di Forza Italia concludono «dicendosi molto preoccupati, perché con Chiodi recuperavamo sul fronte del deficit, mentre perdevamo terreno sul fronte dell’offerta sanitaria, mentre ora perdiamo su tutti i fronti. L’intervallo tra chiamata di emergenza e arrivo del soccorso in Abruzzo è in media di 21 minuti, contro i 18 minuti nazionali; l’operazione della frattura del femore entro 2 giorni, in Abruzzo è al 42% e nel resto d’Italia è al 60%; la media nazionale dei tagli cesarei è al 15, mentre in Abruzzo sale al 25,1. In particolare», hanno concluso, «l’indice di mobilità passiva, in Abruzzo, è il doppio della media italiana. Perché non si fa un accordo con i privati, in maniera da integrare il pubblico, ed evitare i viaggi della speranza?».

