Fossa di Pomo Firmato il decreto ministeriale

6 Giugno 2017

PESCARA. Firmato il decreto ministeriale sulle misure per la pesca nella Fossa di Pomo, l’avvallamento situato di fronte alla città di Pescara, al confine tra le acque internazionali e quelle croate....

PESCARA. Firmato il decreto ministeriale sulle misure per la pesca nella Fossa di Pomo, l’avvallamento situato di fronte alla città di Pescara, al confine tra le acque internazionali e quelle croate. «Un successo diplomatico nato in Abruzzo» ha commentato l'assessore regionale con delega alla Pesca, Dino Pepe. «Ora continueremo a portare avanti le richieste delle marinerie per una definizione del sistema sanzionatorio che tenga conto delle peculiarità delle flotte e delle quantità del pescato». «Grazie all'iniziativa dell'Alleanza delle Cooperative Italiane», ha proseguito l'assessore regionale, «presso gli uffici della Regione Abruzzo sono stati attivati tavoli istituzionali fruttuosi che hanno visto la presenza del ministero, delle associazioni di categoria, ma soprattutto delle Marinerie che hanno dimostrato capacità di confronto e voglia di raggiungere soluzioni concrete». Avviate dunque le linee di collaborazione con le Autorità e con le Marinerie croate per la redazione di una proposta condivisa per la gestione della pesca nell'areale della Fossa di Pomo, anche al fine di contrastare ipotesi di radicale inibizione del prelievo ittico ventilate da altre componenti.
«Continueremo con lo stesso impegno» ha continuato Pepe «sugli altri fronti aperti che necessitano una concreta soluzione. In particolare, abbiamo rappresentano alcune importanti criticità che potrebbero determinarsi ove il fermo nazionale e quello speciale per il Fondaletto fossero temporalmente consecutivi. In tal caso, infatti, l'intera marineria, finito il fermo nazionale, si riverserebbe in un ristretto corridoio di pesca (la fascia marina compresa tra le 6 e le 18 miglia dalla costa), con la conseguenza del sovrasfruttamento di quest'ultima e dell'abbattimento dei prezzi connesso al riversamento sul mercato delle poche specie che in essa vivono». Altre problematiche degne di considerazione sono la richiesta di definizione di un sistema sanzionatorio che tenga conto delle peculiarità delle flotte e delle quantità del pescato e la promozione di iniziative normative finalizzate all'applicazione della disciplina dei lavori usuranti ai marittimi imbarcati a bordo.