Fuga dalle Province, non c’è la Regione fra le nuove destinazioni

25 Giugno 2016

Inizia a definirsi la situazione dei dipendenti delle quattro Province, da tempo in attesa di conoscere il proprio destino lavorativo. Come da programmi, infatti, c'è stato l'incrocio tra domanda ed...

Inizia a definirsi la situazione dei dipendenti delle quattro Province, da tempo in attesa di conoscere il proprio destino lavorativo. Come da programmi, infatti, c'è stato l'incrocio tra domanda ed offerta e sono state pubblicate le assegnazioni ad altre amministrazioni sul portale Mobilità del Dipartimento della Funzione pubblica.

Dei 152 lavoratori iscritti, 60, secondo i dati presenti sulla piattaforma, già conoscono la nuova collocazione: 25 della Provincia dell'Aquila, 12 di quella di Pescara, altrettanti di quella di Teramo e undici della Provincia di Chieti.

I 60 dipendenti saranno collocati in tribunali, prefetture, università, Agenzia delle entrate, Comuni, uffici ministeriali ed Enti per il diritto allo studio.

I dipendenti che al momento restano fuori e non hanno una nuova collocazione sono coloro per i quali non c'è stato l'incrocio tra domanda ed offerta o coloro che non hanno espresso alcuna preferenza, sperando di poter andare in Regione.

Sono tanti, infatti, i lavoratori che sognavano la Regione, sia perché rappresenta una tranquillità dal punto di vista psicologico, sia per la collocazione degli uffici, secondo molti più raggiungibili.

A coloro che non andranno in Regione e che non hanno neanche espresso una preferenza, verrà assegnato d'ufficio il primo posto utile su tutto il territorio regionale.

La “partita” dovrebbe chiudersi definitivamente entro la fine di luglio. La Regione ha a disposizione circa 3,6 milioni di euro per un totale di 150 unità, ma c'è da considerare che l'ente regionale non acquisisce il singolo dipendente, bensì l'intera funzione. Inoltre, l'ente regionale, prima che i giochi si possano chiudere, sta valutando di riorganizzare e razionalizzare le funzioni. La questione dovrebbe dunque definirsi nelle prossime settimane.

(Lorenzo Dolce)