Garanzia Giovani si ferma in attesa di altri soldi

29 Maggio 2015

Stop momentaneo, l’avvio di 1790 tirocini ha bruciato le risorse finora disponibili L’assessore: «Un po’ di pazienza e con i nuovi fondi arriveremo a 4mila posti»

PESCARA. «Garanzia Giovani? Ripassi tra una ventina». E’ quanto si sentono rispondere dai Centri per l’Impiego le aziende che intendono iscriversi al programma che offre la possibilità agli inoccupati fino ai 29 anni compiuti di avere un lavoro temporaneo. Che cosa è successo? Perché l’improvviso stop?

Garanzia Giovani è un programma governativo (con fondi europei) il cui percorso formativo a livello locale viene seguito dalle Regioni.

L’Abruzzo è partito in ritardo rispetto ad altre regioni recuperando tuttavia terreno al punto da avviare ai tirocini circa 1790 giovani. Ed è proprio la grande accelerazione – e quindi la grande richiesta di lavoro – che ha avuto l’intero percorso ad aver determinato l’esaurimento dei fondi fin qui erogati dal governo. La necessità di sbloccare ulteriore risorse di Garanzia Giovani è quindi un discorso che investe anche altre regioni che hanno agito di conseguenza.

Da noi lo stop sia pure momentaneo delle iscrizioni è dovuto alla decisione da parte dell’assessore Marinella Sclocco di non avviare tirocini senza che la copertura economica (600 euro al mese). «Il nostro è un discorso di coerenza e di rispetto», commenta l’assessore, «nelle Marche è capitato che i giovani hanno lavorato senza ricevere i soldi e si è gridato allo sfruttamento. Noi vogliamo fare le cose perbene e meglio. Si tratta in definitiva di aspettare qualche giorno, poi potremo riprendere a fare i contratti e raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati».

Lo stop momentaneo dev’essere davvero breve se è vero che, come riferisce il dirigente del settore Tommaso Di Rino, la questione dello sblocco degli ulteriori fondi è stata recepita e condivisa al termine di una riunione a Roma. «Garantisco che la sospensione delle iscrizioni è funzionale alla prosecuzione dell’intero programma , non c’è in questo alcuna cattiva notizia. Anzi», continua il dirigente, «l’Abruzzo ha chiesto di utilizzare altri fondi per arrivare a 4mila tirocini, 2.300 dei quali da quattro a sei mesi, una cifra che corrisponde al doppio degli obiettivi iniziali. Un grande numero per una regione piccola come la nostra. In questo senso abbiamo già ricevuto riconoscimenti e garanzie da Roma. È come se l’Abruzzo fosse stato più bravo e più veloce dell’iter amministrativo».

Già, ma quante indennità sono state già pagate? Dall’Inps, delegato dal governo ai pagamenti, spiegano che finora sono state liquidate 4 indennità (3 a Pescara e una nel Teramano); il grosso, 300, arriverà a fine mese. Poi, immaginano, sarà un crescendo fino ad arrivare alle 1790 in corso.

Intanto non corrono rischi i contratti dei collaboratori specialisti a tempo determinato delle Province: saranno allungati con i 7,5 milioni che metterà la Regione.

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