Ginecologia, niente cicatrici se opera il robot Da Vinci
La mano meccanica si apre la strada dall’ombelico La tecnica applicata a Pescara dall’èquipe di Rosati
PESCARA. Per la prima volta in Abruzzo, è stato effettuato un intervento ginecologico oncologico con la robotica single-site, ovvero con un singolo accesso dall'ombelico. Niente cicatrici e mini invasività per un'operazione complessa e articolata. L'intervento è stato eseguito pochi giorni fa nell'ospedale civile di Pescara dal dottor Maurizio Rosati e dalla sua èquipe, su una paziente affetta da carcinoma del collo dell'utero. L'operazione, perfettamente riuscita, è durata più di due ore e sono stati asportati utero e ovaie. Tutto senza alcuna cicatrice e con tempi di recupero migliori. «Questa tecnica chirurgica mini-invasiva consiste nell’introdurre micro strumenti chirurgici da cinque millimetri nell’addome, attraverso l’ombelico», spiega Rosati, primario di Ostetricia e Ginecologia, «si fa un'incisione di circa due centimetri e mezzo nella cicatrice ombelicale, poi si entra con i bracci robotici e si opera. Con il risultato finale di evitare cicatrici sull’addome grazie al fatto di utilizzare solo l’ombelico come porta di accesso chirurgico. Ovviamente si può effettuare solo con il robot Da Vinci abilitato a questo tipo di intervento».
I centri che in Italia hanno un programma single-site in ginecologia sono solo sei: Roma, Pisa, Trento, Pavia, Potenza, Arezzo. Da oggi c'è anche Pescara. L’intervento, rispetto alla laparoscopia e alla robotica tradizionale, ha il vantaggio di ridurre al minimo le incisioni sulle pazienti. Già utilizzata in laparoscopia, questa tecnica era di uso limitato per le notevoli difficoltà tecniche dovute ai limitati movimenti per la singola porta di entrata, e alla collisione degli strumenti per lo spazio di azione ridotto. Rosati, che è stato il primo in Italia ad aver effettuato nel 2010 un intervento di isterectomia (asportazione dell'utero) in laparoscopia single-site, spiega che «si tratta di un tipo di tecnica molto più difficile da effettuare, mentre la robotica single-site agevola il lavoro del chirurgo e risulta meno invasiva per la paziente». L’utilizzo del robot ha permesso di superare i limiti della chirurgia laparoscopica single-site, aggiungendo i vantaggi propri della chirurgia robotica, come la visione tridimensionale, la mancanza di tremore e il controllo degli strumenti, che non rischiano di urtarsi fra di loro. In più, il chirurgo opera da seduto e quindi si stanca di meno, abbassando l'indice di stress e alzando quello di sicurezza. «Un ulteriore passo in avanti», spiega Rosati, «si potrà fare grazie ad un nuovo strumento che si chiama Octopus ma che per il momento è ancora un prototipo: renderà questi interventi ancora più agevoli e meno invasivi. Il sistema è progettato per le procedure minimamente invasive che vengono già eseguite tramite una singola incisione». Il sistema robotico Da Vinci infatti, rappresenta la piattaforma più evoluta presente sul mercato per la chirurgia mini-invasiva. «Tutto questo», conclude Rosati, «fa parte di un progetto voluto dal direttore generale Claudio D'Amario e coordinato dal primario della Chirurgia toracica Achille Lococo. In futuro, sono previsti anche interventi multidisciplinari, in particolare con la Chirurgia generale diretta da Massimo Basti. Infine, è importante ricordare che queste procedure sono rese possibili anche grazie all'impegno costante degli anestesisti diretti dal dottor Tullio Spina».
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