Gli atenei d’Abruzzo non brillano L’Aquila sprofonda in classifica
Il capoluogo di Regione paga le bocciature su ricerca, produzione scientifica e qualità dei dottorati Nello studio del Sole è al 53° posto di 61, ma resta quella che attrae più studenti da fuori regione
PESCARA. Le dinamiche sono diverse, dai passi in avanti di Teramo e dell’accoppiata Chieti-Pescara al sonoro tonfo dell’Aquila, ma la fotografia del panorama universitario coglie i tre atenei abruzzesi nelle seconde e terze file. La classifica stilata dal Sole 24 Ore sui dati ufficiali del ministero assegna alla D’Annunzio la trentesima piazza tra le 61 università statali italiane, ed è il risultato migliore in Abruzzo. Teramo, che due anni fa si era fermato al 44° gradino di 58, oggi raggiunge il 38°, mentre l’Aquila sprofonda alla posizione numero 53, in coabitazione con Cassino e Cagliari. Sono i risultati bilanciati, su cui pesano tanto i punteggi degli indicatori della didattica, quanto quelli relativi alla ricerca. L’università dell’Aquila è inciampata contro questi ultimi: quanto a didattica, pure se la cava con un dignitoso risultato mediano (50 punti su cento, 34° posto su 61), ma in ricerca racimola appena 14 punti su cento e 57° posto.
Nel capoluogo il problema è di qualità, almeno questo dice il report 2013 dell’Agenzia nazionale di valutazione universitaria su dati - c’è da sottolinearlo - che partono dall’immediato post sisma. Bocciati la competitività della ricerca (54° posto su 61), la qualità dei dottorati (51°) e il valore della produzione scientifica (52° assieme a Urbino). E l’indice della sostenibilità, quello che misura il numero medio dei docenti nelle attività di base che caratterizzano il singolo corso di laurea, registra un risultato pessimo: 7,8. Al Politecnico di Milano sono 18,48, alla Sapienza di Roma 15,63; peggio dell’Aquila si piazza soltanto Catanzaro.
Peccato, anche perché sul fronte della didattica e del diritto allo studio si registrano al contrario performance anche eccellenti. Come quella racchiusa sotto l’etichetta stage, ovvero la percentuale di crediti ottenuti dagli studenti durante esperienze in azienda: con il suo 7,7% L’Aquila entra nel podio nazionale con le università del Piemonte Orientale (8,82%) e di Cagliari (8,12%).
Prospettive e portafoglio. Se le tasse azzerate nel post terremoto (torneranno, in forma graduale dal prossimo anno accademico) hanno contribuito a tenere alta l’attrattività di un ateneo in cui oltre la metà degli studenti arriva da fuori regione, record che in Italia è eguagliato soltanto da Urbino, Trento e Ferrara (anno accademico 2013/2014), gli studenti che scelgono il capoluogo abruzzese possono beneficiare anche di un altro importante risultato: qui il 100% degli studenti idonei ottiene una borsa di studio. A Benevento, per dire, il 12%, a Napoli due su dieci. (l.t.)
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