Gli sconti più alti per vestiti e scarpe Non per gli accessori

Per gli indumenti prezzi giù del 23%, le calzature del 21% Gli esperti prevedono: ogni famiglia spenderà 232 euro
PESCARA. Secondo la Confcommercio, ogni famiglia spenderà in media per l’acquisto di articoli di abbigliamento e calzature in saldo circa 232 euro. Potrà farlo da oggi e dappertutto, perché per la prima volta l’avvio dei saldi risponde alla richiesta di Federazione Moda Italia di avere una data unica a livello nazionale, anche per evitare fenomeni di distorsione di concorrenza tra imprese nei diversi territori. «Speriamo che le tante chiacchiere, l’agitazione e le molte ansie create intorno alle conseguenze della Brexit» afferma Renato Borghi, presidente di Federazione Moda Italia e vicepresidente di Confcommercio «non vadano a penalizzare un clima di fiducia delle famiglie italiane che già non è al massimo. I consumi ancora deboli in stagione e le condizioni meteo non favorevoli hanno determinato una forte disponibilità di “invenduto”. Per questo i consumatori avranno ampia possibilità di scelta. A noi operatori» continua Borghi «questi saldi di “fine stagione” (a stagione appena iniziata), speriamo possano portare liquidità per far fronte alle scadenze con i fornitori; certamente non margini. In sostanza si tratta di un “brodino” ad un paziente ancora convalescente».
Come si comporteranno i consumatori? Nella stragrande maggioranza dei casi i cittadini si limiteranno a comprare beni essenziali, a cui hanno dovuto rinunciare nel corso dell'anno o di cui hanno comunque dovuto rimandare l'acquisto proprio per approfittare di prezzi convenienti con l'avvio dei saldi, spiega l'associazione, prevedendo quindi che «le vendite promozionali prenderanno il via nella quasi più totale indifferenza». Per l’Unione nazionale consumatori si prevedono sconti record per quanto riguarda i saldi estivi, anche se inferiori rispetto a quelli invernali di quest'anno o al picco assoluto raggiunto nel gennaio 2015. Il record è per gli indumenti che saranno scontati del 23,7%. Ribassi inferiori per le calzature, i cui prezzi scenderanno del 21,4%. Il calo minore, come sempre, spetta agli accessori, guanti, cravatte, cinture, con uno sconto stimato del 12,8%. L'associazione ha analizzato gli sconti effettivamente praticati dai commercianti dal 2012 al 2016, secondo le rilevazioni dell'Istat e stimato il trend per quest'anno. Fino al 2015, per tutte le voci di spesa coinvolte nelle vendite di fine stagione, dall'abbigliamento alle calzature, si registrano sconti in continuo rialzo, anche se quelli estivi sono sempre inferiori rispetto a quelli invernali, probabilmente per via della presenza di turisti.

