Gran Sasso, quattro nomi per il posto da commissario

21 Giugno 2019

Marsilio incontra il ministro Toninelli e scrive una lettera sfogo a Conte

PESCARA. Il nome del commissario del Gran Sasso che gestirà 124 milioni di euro per la messa in sicurezza del traforo e della falda acquifera è stato deciso ieri. Il ministro Danilo Toninelli e il governatore Marco Marsilio, di intesa, lo hanno scelto tra quattro esperti che si sono resi disponibili. Nessuno dei due ne rivela ufficialmente il nome. Ma qualcosa trapela.
LEGATO ALL’ABRUZZO. Si tratta di un personaggio molto noto, un tecnico, che ha a che fare con l’Abruzzo, e che sarà affiancato da sub commissari. Toninelli si limita però a un laconico comunicato in cui dichiara che: «Si va verso l’intesa sulla designazione del commissario straordinario per la messa in sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso, previsto dal decreto Sblocca cantieri, dopo il positivo incontro, al Mit, tra il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, e il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio».
L’ATTESA. «A giorni», continua la nota del ministro, «sarà insediato un tavolo con il dicastero di Porta Pia, Presidenza del Consiglio, Mef e Regione per la rapida scrittura del decreto che condurrà alla nomina del commissario».
I giorni previsti da oggi sono dieci. Anche Marsilio segue la linea del riserbo e scrive di aver incontrato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, assicurando che: «Ministero e Regione stanno affrontando senza indugio il tema della nomina del commissario straordinario per la messa in sicurezza del Gran Sasso e si sono impegnati a sottoporre al Presidente del Consiglio dei ministri il decreto di nomina nei tempi previsti dalla Legge di conversione del Decreto Sblocca cantieri (10 giorni). Sul nome e sui profili si stanno effettuando le valutazioni nel rispetto del doveroso riserbo».
CORRE AI RIPARI. Marsilio però ha colto l’occasione per tappare una sorta di falla, o dimenticanza, rispondendo a Toninelli sul tema relativo alle autorità di sistema portuale e alle implicazioni relative alla Zes. Lo ha fatto a voce dopo aver ricevuto, il 2 maggio, una lettera che lo sollecitava a dire la sua sull’intesa con Civitavecchia. «Il ministro ha compreso e condiviso l'opportunità di sciogliere i nodi e i dubbi relativi al trasferimento dei porti abruzzesi sotto l'autorità di Civitavecchia, anche alla luce di una valutazione negativa formalizzata in Parlamento dal Ministro per il Sud e si è impegnato», spiega Marsilio, «a istituire un tavolo tecnico interministeriale che possa fornirci ogni elemento utile di valutazione al fine di poter operare la scelta più vantaggiosa per gli interessi del territorio. Nel frattempo la regione Abruzzo continuerà a lavorare con i ministeri competenti per arrivare subito dopo l'estate a vedere autorizzata l'istituzione della Zona economica speciale, che è in corso di valutazione».
CARO CONTE. Ma nella partita che si è giocata ieri è entrato anche il premier, Giuseppe Conte, al quale il governatore d’Abruzzo ha inviato la lettera (che pubblichiamo) per chiedergli un incontro ufficiale dopo l’approvazione del decreto Sblocca cantieri.
CHE DELUSIONE. «Una missiva per segnalare la forte sensazione di frustrazione delle aspettative con cui gli abruzzesi hanno accolto lo Sblocca cantieri», continua Marsilio. «Frustrazione dovuta ai contenuti del decreto che hanno disatteso le aspettative che si erano generate dopo i ripetuti incontri avvenuti nel corso della fase preparatoria. Il lavoro svolto di comune accordo tra le Regioni interessate, i Comuni fino ad arrivare all'approvazione unanime di un testo in sede di Conferenza delle Regioni non è stato poi recepito dal Governo, nonostante le numerose rassicurazioni che erano state date, non ultima quella che lo stesso presidente Conte aveva rafforzato durante la recente visita a Norcia».
PASSAGGIO CHIAVE. Nella lettera il presidente Marsilio sottolinea soprattutto le difficoltà relative alla mancata assegnazione del personale da reclutare negli Uffici speciali e nei Comuni, personale necessario per riuscire a gestire le numerose pratiche pubbliche e private.
Ecco infatti il passaggio chiave: «Non voglio entrare nel dettaglio delle singole norme e delle conseguenze negative della loro bocciatura, o della parzialità di quanto concesso», scrive Marsilio a Conte, «mi limito a segnalare il caso del personale da reclutare negli Uffici speciali e nei Comuni, ristretto a sole 200 unità dopo aver condiviso con Regioni e Comuni la necessità di garantire almeno 350 unità aggiuntive. Se il decreto è stata un'occasione solo parzialmente colta, restano l'urgenza e la necessità di completare l'opera e di andare avanti, rimuovendo gli ostacoli che hanno impedito di portare a conclusione un percorso di leale collaborazione istituzionale», conclude. Marsilio che attende la risposta del premier.
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