Guardie provinciali, diffida alla Regione: decida subito

5 Maggio 2016

PESCARA. Sono sul piede di guerra gli agenti della Polizia provinciale (54 in tutto) di Chieti, L'Aquila, Teramo e Pescara che hanno inoltrato una diffida e messa in mora alla Regione Abruzzo per il...

PESCARA. Sono sul piede di guerra gli agenti della Polizia provinciale (54 in tutto) di Chieti, L'Aquila, Teramo e Pescara che hanno inoltrato una diffida e messa in mora alla Regione Abruzzo per il rispetto degli accordi presi all’unanimità al tavolo dell’osservatorio regionale del 13 aprile scorso, a Pescara. Il corpo di polizia delle province, impiegato nella prevenzione, accertamento e repressione dei reati ambientali, oltre che nel contenimento delle specie che causano danni all'agricoltura, controllo degli scarichi e delle discariche abusive, emissioni in atmosfera, tutela dell'agricoltura e vero e proprio braccio operativo delle Procure in numerosi scandali ambientali, rischia di scomparire a causa di un decreto legge governativo che sopprime le Guardie del Corpo Forestale dello Stato, accorpate ai carabinieri, e la Polizia Provinciale che dovrebbe essere annessa a Polizia Municipale, Comuni, Ministero di grazia e giustizia, università, Agenzia delle dogane e perfino corpo di Polizia locale di Roma capitale. Il tempo è limitatissimo. Entro il 17 maggio i 54 agenti di Polizia provinciale rimasti devono decidere, in soldoni, se andare a dirigere il traffico o occupare il posto dietro qualche scrivania. E la Regione verde d'Europa, con tre parchi nazionali, un parco regionale, un'area marina protetta, 14 riserve statali, 25 riserve regionali, 6 siti Rete Natura 2000 e altre 8 riserve protette, finora ha deciso di non decidere. Una situazione che sta gettando nel panico anche le associazioni ambientaliste, le associazioni di categoria agricole e perfino i cacciatori che riconoscono il fondamentale lavoro di tutela ambientale di questo corpo di polizia. «L'unico ente a non essere interessato al nostro destino» sottolinea Vincenzo Mastrangioli, ispettore superiore e coordinatore regionale Uil delle polizie provinciali «è proprio la Regione che si fregia di essere il giardino verde d'Europa e che però non si preoccupa di disperdere questo enorme patrimonio di competenze e conoscenza del territorio acquisito in decenni di esperienza». «Noi» prosegue l'ispettore superiore Franco De Gregorio, della provincia di Chieti «siamo quelli che letteralmente si sporcano le scarpe, che ficcano il naso nelle discariche, che prelevano campioni di acque, controllano i fumi delle centrali a biomasse, certificano la presenza di salmonella e che conoscono palmo a palmo ogni metro di territorio. Solo nel 2014 la squadra di Chieti ha applicato circa 800mila euro di sanzioni per contenziosi di reati ambientali. Non ci preoccupa il posto di lavoro, che comunque ci viene assicurato, ma chi proteggerà il territorio dopo di noi». Ieri in Regione si è svolto un incontro per affrontare e risolvere alcuni problemati riguardanti il passaggio di funzioni amministrative e di personale dalle Province alla Regione. Il tavolo è coordinato dal vice presidente della Giunta regionale, Giovanni Lolli.

Daria De Laurentiis