«Ho lavorato con Banca Etruria mi sento truffato più degli altri»

13 Gennaio 2016

Carlo Rampelli (foto), 66 anni di Montereale, ha lavorato per 26 con la "casacca" di Banca Etruria. Ha girato filiali in mezzo Centro Italia, sempre rispettando i clienti, «spiegando le situazioni...

Carlo Rampelli (foto), 66 anni di Montereale, ha lavorato per 26 con la "casacca" di Banca Etruria. Ha girato filiali in mezzo Centro Italia, sempre rispettando i clienti, «spiegando le situazioni con il massimo della trasparenza e della semplicità», dice. Poi è arrivato nella piccola Pizzoli, che oggi è diventato il simbolo di una comunità tradita dal governo e dal sistema bancario. Risponde alle domande con lo sguardo basso, evidentemente amareggiato e triste perché tradito prima di tutto dal suo "datore di lavoro”. «Sono ancora oggi cliente di Banca Etruria», spiega Rampelli, «ma non so se resterò, sto anzi pensando di andare via. Mi sento truffato più degli altri a livello morale», aggiunge, «ho lavorato comportandomi sempre in modo diligente, essere truffato dal proprio datore di lavoro è una cosa davvero grave. Ho perso molto, fortunatamente non erano tutti i miei risparmi, ma comunque una somma importante». (m.g.)