I balneatori: colpo letale per 600 aziende abruzzesi
PESCARA. Un colpo letale per l’intero sistema turistico, solo in Abruzzo sono circa 600 le aziende che gestiscono le aree demaniali in Abruzzo. I balneatori hanno già dichiarato lo stato di...
PESCARA. Un colpo letale per l’intero sistema turistico, solo in Abruzzo sono circa 600 le aziende che gestiscono le aree demaniali in Abruzzo. I balneatori hanno già dichiarato lo stato di agitazione, il prossimo passo sono gli stati generali.
«Il Governo deve ora predisporre attraverso un decreto-legge le misure che permettano ai nostri imprenditori di esercitare, in piena legittimità, la propria attività nelle attuali concessioni», afferma Cristiano Tomei responsabile nazionale di Cna Balneatori.
«Dal punto di vista tecnico nei prossimi giorni faremo ulteriori approfondimenti sulla sentenza», sostiene Riccardo Borgo, presidente del Sib (Sindacato Italiano Balneari) aderente a Confcommercio, «da subito però possiamo affermare come, anche per i contenuti della sentenza stessa e delle sue importanti aperture, sia giunto il momento per l'Italia di dotarsi di una seria legge di riforma dell'uso del demanio».
«Abbiamo la dimostrazione certificata che esiste una Europa che riserva trattamenti differenti ai vari Paesi che la compongono», commenta Fabrizio Licordari presidente di Assobalneari Italia Federturismo Confindustria secondo cui la sentenza di oggi è una “suprema ingiustizia” rispetto a quanto è stato invece permesso di fare in Spagna e Portogallo con concessioni fino a 75 anni.

