I giudici: da domani la caccia può partire

15 Settembre 2018

Il calendario venatorio della Regione (cambiato in extremis) regge al ricorso del Wwf. Stop solo alla preapertura per le lepri

PESCARA . Le diecimila doppiette abruzzesi possono tornare in azione già da domani, domenica di preapertura della stagione di caccia. Attenzione però, a non farsi prendere la mano; se si dovesse incontrare una lepre bisognerà reprimere gli istinti predatori, perché si potrà sparare solo a fagiani, quaglie, tortore, merli, cornacchie, gazze e ghiandaie. Per le lepri, infatti, occorrerà aspettare ancora due settimane, fino al primo ottobre. È l’unica voce del nuovo calendario venatorio non accolta dai giudici. Il Tar Abruzzo infatti ha concesso una sospensiva parziale al ricorso presentato dal Wwf contro la prima versione del calendario della caccia, approvato il 23 luglio dalla Regione tra le ire degli ambientalisti; strumento che, di fatto, è stato superato dall’adozione di una nuova versione, più restrittiva, il 4 settembre scorso. La caccia, dunque, aprirà domani, ma lascerà fuori le lepri. Una decisione, sottolinea il delegato del Wwf Italia, Luciano Di Tizio, «che salverà 98mila animali».
L’ASSESSORE. «Anche quest’anno siamo riusciti a ottenere un calendario venatorio, malgrado i tanti impedimenti che sembrano concentrarsi proprio nella nostra Regione», ha commentato l’assessore alla caccia, Dino Pepe. «Ringrazio gli uffici regionali, l’avvocatura e le associazioni venatorie che hanno supportato l’azione della Regione anche davanti al Tara». Secondo l’assessorato il lungo e tortuoso lavoro di concertazione con cacciatori, organizzazioni agricole, associazioni ambientaliste e Ispra, ha prodotto «un calendario equilibrato e congruente con gli obiettivi gestionali faunistici e rispettoso delle normative europee e nazionali e con l’ambiente. Con la ormai prossima approvazione del nuovo piano faunistico venatorio e il conseguente aggiornamento dei dati faunistici, l’Abruzzo sarà nelle condizioni di poter operare in queste materie con maggiore forza, ampliando anche i periodi cacciabili di talune specie, come il cinghiale, che ora appaiono più restrittivi».
ANCHE IL WWF ESULTA. Niente caccia alla lepre, dunque, a settembre. «Abbiamo salvato dal massacro quasi centomila lepri», commenta il coordinatore regionale delle Guardie Wwf, Claudio Allegrino, dopo l’ordinanza emessa ieri dal Tar Abruzzo. Il Wwf aveva chiesto con il suo ricorso la sospensiva per impedire la caccia a settembre alle specie fagiano, quaglia e lepre. I giudici hanno sospeso solo la caccia alla lepre per il mese di settembre mentre per quaglia e fagiano hanno ritenuto di non esserci più esigenze cautelari: il calendario venatorio nella sua seconda versione si era infatti già parzialmente adeguato prevedendo il posticipo al 1 ottobre per queste ultime due specie nelle aree Natura 2000 (Siti di interesse comunitario e Zone di protezione speciale).
GRAZIE A PEPE. Un risultato importante che si aggiunge, sottolinea ancora Di Tizio, «agli altri già ottenuti in questi mesi grazie alle osservazioni del Wwf e dell’Ispra, in parte recepite dalla Regione. Bisogna per questo dare atto all’assessore Pepe di essersi comportato da assessore alla caccia e non da assessore ai cacciatori, come taluni suoi predecessori, sforzandosi di varare un calendario almeno rispettoso delle norme di legge e del buon senso. L’Ente regionale ha infatti emanato pochi giorni fa alcune modifiche migliorative al calendario venatorio con le quali ha ridotto il prelievo nei tempi e nei modi di molte specie cacciabili».