I giudici romani salvano le elezioni regionali

Rigettato anche il maxi ricorso del centrosinistra che puntava a togliere seggi al M5S, che ora accusa
PESCARA . Il Consiglio di Stato salva le elezioni regionali, e, soprattutto, la composizione del Consiglio. E con essa, i posti all’interno dell’assise. I giudici di Palazzo Spada, infatti, hanno respinto tre ricorsi con i quali, separatamente, si chiedeva annullare le operazioni elettorali, e di “rivedere” sia la suddivisione dei seggi, sia la convalida degli eletti. Il primo dei ricorsi respinti è quello del centrosinistra (Luciano D’Amico, Pierpaolo Pietrucci, Donato Di Matteo, Franco Caramanico), che chiedevano di annullare l’attribuzione dei seggi al Movimento 5 Stelle. Pur avendo preso più voti la coalizione guidata da Giovanni Legnini aveva ottenuto solo 5 seggi in Consiglio regionale due in meno rispetto al Movimento Cinque Stelle. Il secondo ricorso respinto è quello presentato dall’ex assessore Lorenzo Berardinetti, che chiedeva la correzione dei risultati elettorali, e la sua conseguente proclamazione a consigliere regionale. Secondo Berardinetti, sarebbero stati calcolati male i quozienti che gli avrebbero consentito di entrare nella composizione dell’assise.
Il terzo ricorso respinto è quello presentato da Paola Cianci, che chiedeva l’annullamento o la rettifica dell’atto di proclamazione degli eletti alla carica di consigliere, sempre per l’attribuzione di altri due seggi alla coalizione guidata da Legnini (a scapito del Movimento Cinquestelle), e la sua contestuale proclamazione a consigliere regionale per la circoscrizione di Chieti. Anche in questo caso i giudici del Consiglio di Stato (terza sezione), hanno ritenuto infondato il ricorso, che come i due precedenti era stato presentato all’indomani dalla prima sconfitta davanti al Tar Abruzzo.
«Dopo la sentenza del Tar, anche il Consiglio di Stato conferma quanto emerso dalle urne», dice la capogruppo M5S, Sara Marcozzi. «Il MoVimento 5 Stelle è e rimane la prima forza di opposizione del Consiglio regionale in Abruzzo. È il momento che gli esponenti del centro sinistra se ne facciano una ragione una volta per tutte. Hanno irresponsabilmente intasato i tribunali e portato avanti una causa da migliaia di euro che fin dal principio era palesemente infondata in fatto e in diritto. Sarebbe bastata una lettura della legge elettorale abruzzese per avere chiaro il fatto che a essere premiate siano le singole liste, non le maxi coalizioni rastrella voti». (u.c.)

