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INCOMPIUTE/1Che fine ha fattola filovia di Pescara? Ho appreso dal Centro come l’elenco ufficiale stilato da Mit e Regione sulle opere pubbliche incompiute in Abruzzo (29 per trenta milioni di euro),...
INCOMPIUTE/1
Che fine ha fatto
la filovia di Pescara?
Ho appreso dal Centro come l’elenco ufficiale stilato da Mit e Regione sulle opere pubbliche incompiute in Abruzzo (29 per trenta milioni di euro), trascuri paradossalmente la Filovia di Pescara: l’investimento più importante e cospicuo per la mobilità ecologica a zero impatto ambientale. L’ennesimo mistero inquietante di un’incredibile vicenda ultra ventennale.
Sussiste l’impressione, ahimè fondata, che al Mit prevalga un preoccupante fraintendimento. Il Ministero tenderebbe lievemente ad assimilare la Filovia di Pescara al “Metromare” di Rimini, per le affinità tecniche che accomunano i due sistemi. Entrambi fondati sulla scelta del filobus Phileas a “guida magnetica vincolata”. Sennonché, a Rimini l’infrastruttura è pronta all’uso dal 2017. A Pescara, viceversa, il tracciato permane impraticabile al trasporto rapido collettivo dopo un decennio di lavori irregolari e improduttivi, condotti in assenza assoluta di controlli da parte della Commissione ministeriale di Sicurezza a ciò deputata: più volte sollecitata vanamente dai comitati ad eseguire gli opportuni sopralluoghi in cantiere utili ad accertare lo stato inadeguato dell’arte.
Ivano Angiolelli
(portavoce comitati Greenway)
INCOMPIUTE/2
Il complesso
del Carmine a Penne
Il "dossier delle incompiute" di Mit e Regione sulle opere pubbliche interrotte, rappresenterebbe, sulla scorta delle notizie riferite dal Centro, l'ennesima opera incompiuta. Nell'articolo, infatti, non v'è traccia di una enorme Incompiuta: il complesso del Carmine, a Penne. Un mancato manicomio costato almeno 15 milioni di euro e in gran parte abbandonato a se stesso . Gli archivi del Centro abbondano di articoli sulla vicenda. Se ne occuparono anche programmi Rai e Mediaset. Un'opera che, da sola, vale, in termini di sperperi, la metà delle altre incompiute menzionate. Che la Regione si sia vergognata di farla includere in elenco, già ampiamente saccheggiata da vandali e devastatori? Può essere, non essendole bastati 41 anni (a partire dall'approvazione della legge Basaglia, nel 1978), per formulare un'ipotesi concreta di utilizzo di quel complesso!
Giovanni Cutilli (Penne)
Che fine ha fatto
la filovia di Pescara?
Ho appreso dal Centro come l’elenco ufficiale stilato da Mit e Regione sulle opere pubbliche incompiute in Abruzzo (29 per trenta milioni di euro), trascuri paradossalmente la Filovia di Pescara: l’investimento più importante e cospicuo per la mobilità ecologica a zero impatto ambientale. L’ennesimo mistero inquietante di un’incredibile vicenda ultra ventennale.
Sussiste l’impressione, ahimè fondata, che al Mit prevalga un preoccupante fraintendimento. Il Ministero tenderebbe lievemente ad assimilare la Filovia di Pescara al “Metromare” di Rimini, per le affinità tecniche che accomunano i due sistemi. Entrambi fondati sulla scelta del filobus Phileas a “guida magnetica vincolata”. Sennonché, a Rimini l’infrastruttura è pronta all’uso dal 2017. A Pescara, viceversa, il tracciato permane impraticabile al trasporto rapido collettivo dopo un decennio di lavori irregolari e improduttivi, condotti in assenza assoluta di controlli da parte della Commissione ministeriale di Sicurezza a ciò deputata: più volte sollecitata vanamente dai comitati ad eseguire gli opportuni sopralluoghi in cantiere utili ad accertare lo stato inadeguato dell’arte.
Ivano Angiolelli
(portavoce comitati Greenway)
INCOMPIUTE/2
Il complesso
del Carmine a Penne
Il "dossier delle incompiute" di Mit e Regione sulle opere pubbliche interrotte, rappresenterebbe, sulla scorta delle notizie riferite dal Centro, l'ennesima opera incompiuta. Nell'articolo, infatti, non v'è traccia di una enorme Incompiuta: il complesso del Carmine, a Penne. Un mancato manicomio costato almeno 15 milioni di euro e in gran parte abbandonato a se stesso . Gli archivi del Centro abbondano di articoli sulla vicenda. Se ne occuparono anche programmi Rai e Mediaset. Un'opera che, da sola, vale, in termini di sperperi, la metà delle altre incompiute menzionate. Che la Regione si sia vergognata di farla includere in elenco, già ampiamente saccheggiata da vandali e devastatori? Può essere, non essendole bastati 41 anni (a partire dall'approvazione della legge Basaglia, nel 1978), per formulare un'ipotesi concreta di utilizzo di quel complesso!
Giovanni Cutilli (Penne)

