I ricordi di Valentino, ex minatore a Marcinelle

3 Novembre 2015

Emigrato 55 anni fa da Quadri, paese del Chietino, Valentino Di Pietro ricorda la tragedia del Bois du Cazier e il suo legame con l'Abruzzo

Prosegue il viaggio di Chiara Morelli tra i tanti abruzzesi che vivono e lavorano a Bruxelles e in Belgio. Qui Chiara ci racconta l'incontro con un ex minatore della miniera di Marcinelle, tristemente famosa per la strage del Bois du Cazier avvenuta l'8 agosto del 1956. A morire 262  minatori su 275 presenti. Tra questi ben 132 erano italiani, e 60 gli abruzzesi.


"Busso alla sua porta per caso. So di essere un’ospite inattesa. Nel quartiere dei minatori di Marcinelle, dove la pioggia e il carbone hanno ridisegnato il paesaggio in una cartolina di china, le case basse si appoggiano strette l’una all’altra. Sembrano sostenute in equilibrio perfetto nel contrappeso di spinte opposte. Le stesse spinte che hanno tenuto insieme la comunità dei minatori italiani in Belgio. Forze opposte provenienti da tradizioni e dialetti diversi, costretti alla mescolanza, adattati alla convivenza, uniti nel senso di appartenenza, come a voler anestetizzare la distanza. Case che raccontano di 60 mila minatori spediti dall’Italia in Belgio in cambio di carbone, per un cinico accordo post bellico “minatore-carbone”. Uomini che non avevano alternative al buio dei sotterranei, ai rumori assordanti, alla polvere nelle narici, alla coltre di carbone sulla pelle.

"Busso alla porta di uno di loro, e si spalanca a me l’Abruzzo di sessant’anni fa, con il suo dialetto, le sue buone maniere, la sua accoglienza, e la sua nostalgia. L’Abruzzo di chi ti apre le porte e ti offre “un complimento”. L’Abruzzo dei soldi delle rimesse, delle lettere mai recapitate, del sacrificio estremo, e delle piccole gioie. Quello fatto della partenza, e della speranza di tornare. Quello della rassegnazione per il mancato ritorno, e della consolazione in un futuro dignitoso per i figli. Già, perché un tempo si partiva per la famiglia, non per la realizzazione personale. Perché il modo migliore per costruire una famiglia alla quale appartenere, era quello di andare lontano da quella alla quale si era appartenuti. Questo ho scoperto in una casetta grigia di Marcinelle, battuta da una pioggia incessante. Dove ad accogliermi ho trovato un angolo d’Abruzzo, e i racconti di Valentino Di Pietro, partito da Quadri, provincia di Chieti. Uno di loro."

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