I RICORDI NASCOSTI NEL PAESE NATALE
Per coloro che abitano lontano dal paese natio, nel periodo delle vacanze estive fra gli itinerari scelti per rilassarsi e ricaricarsi, è naturale che un pensiero vada al proprio luogo di origine,...
Per coloro che abitano lontano dal paese natio, nel periodo delle vacanze estive fra gli itinerari scelti per rilassarsi e ricaricarsi, è naturale che un pensiero vada al proprio luogo di origine, maggiormente se si tratta di piccola comunità. Il più delle volte lo si inserisce nel circuito estivo anche se solo per un tempo breve, possibilmente in coincidenza con la festa del Santo Patrono, periodo in cui, generalmente, si ripopolano un po’ i borghi e i piccoli centri. Durante questa breve permanenza, si cerca di utilizzare ogni istante per rivedere e ricordare i luoghi del nostro passato. La necessaria grande emigrazione verso altri paesi e la successiva migrazione interna di massa ha spopolato i piccoli centri abitati e disgregato le famiglie, ha distrutto, insomma, le comunità e i paesi in maniera irreversibile, lasciando che buona parte di questi si riducessero al lumicino con grosse difficoltà di viabilità e di collegamenti.
Tante case vuote e abbandonate, solo in minima parte tenute in vita da chi può, per affetto o comunque per lasciare un riferimento certo del proprio passato, una fiammella di speranza accesa e poterci ritornare quando si ha voglia, desiderio o si viene presi dall’impulso della nostalgia. Ebbene, ritornare nei luoghi di origine, specialmente se in quel posto si è vissuto qualche anno, è salutare. Fa bene al fisico e principalmente allo spirito. Insomma un tuffo rigenerante nel nostro passato, nella nostra storia, nei luoghi della nostra infanzia, fra gli amici, parenti e conoscenti. Si cammina lungo i vecchi percorsi, si passeggia e si va in giro dentro e fuori l’abitato, per rivedere i luoghi conosciuti dell’infanzia, della gioventù e nella mente riaffiorano tutti i ricordi. Mentre si gira per il paese, si notano le trasformazioni, positive e negative, si incontrano persone e si parla di ciò che era stato e ciò che è ora. Si discute insomma di ricordi, si scava nella mente e si cerca di rispolverare quel passato ormai sepolto.
E sì, è stato proprio un disastro sociale, materiale e culturale che si cerca di recuperare in pochi giorni con il pienone dei compaesani e le tante rievocazioni storiche, sagre di tipicità, feste, processioni, fuochi d’artificio e manifestazioni che richiamano il passato ma poi, purtroppo, tutto finisce lì e si spera in un prossimo anno per potersi ricaricare di sogni ed emozioni.Sociologo
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