IL CASO DELL’EX SEGRETARIO GENERALE DELLA CISL

10 Settembre 2015

Raffaele Bonanni è stato uno dei bersagli della campagna di stampa contro le superpensioni calcolate con il vecchio sistema retributivo. L’ex segretario generale della Cisl ha lasciato il lavoro...

Raffaele Bonanni è stato uno dei bersagli della campagna di stampa contro le superpensioni calcolate con il vecchio sistema retributivo. L’ex segretario generale della Cisl ha lasciato il lavoro prima della riforma Fornero beneficiando a pieno del sistema che non sempre (se non mai) garantisce assegni pensionistici a misura di quanto versato nel corso della carriera lavorativa.

Bonanni, secondo il Fatto quotidiano percepisce dal marzo 2012 una pensione lorda di 8.593 euro al mese. Al netto delle trattenute si tratta di 5.391,50 euro mensili. Il sindacalista, si è difeso così: «La supposta “pensione d’oro”? Li prende anche il dirigente della più piccola azienda d’Italia. Ho versato contributi per 47 anni ed ho lavorato sempre ai vertici: credo che anche io possa pretendere una pensione molto, ma molto, ma moltissimo inferiore ad altri che la possono criticare».