Il Centrodestra stringe il patto di Roseto

Incontro in casa di Bellachioma con Pagano e Sigismondi: tre obiettivi tra cui l’allargamento della rosa dei candidati presidente
ROSETO. Il centrodestra abruzzese dice basta alle liti e si ricompatta a Roseto, dove alle 12 di ieri, il leader regionale della Lega, Giuseppe Bellachioma, ha incontrato i coordinatori di Forza Italia e Fratelli d’Italia, Nazario Pagano ed Etel Sigismondi, per dare il via a una campagna elettorale nel segno dell’unità. Si parte da oggi con tre obiettivi. Partecipare al tavolo nazionale previsto molto presto da cui uscirà il nome del candidato presidente della coalizione per le regionali del 10 febbraio. Spalancare le porte a tutte le liste civiche che si ispirano al centrodestra, senza lasciarne nessuna in campo a favore del centrosinistra. Allargare i nomi della rosa proposta da Fratelli d’Italia con altri personaggi della politica di centrodestra abruzzese. Il tutto si traduce in diversi effetti. Il primo, è che l’Abruzzo non vuole sentirsi commissariato dalle scelte romane; il secondo è un ultimatum ad personam rivolto a Donato Di Matteo, il terzo è una possibile apertura alle aspirazioni sia di Fabrizio Di Stefano che di Mauro Febbo, sempre che non si trovi l’accordo su uno dei tre nomi proposti da FdI, e cioè Giandonato Morra, Marco Marsilio, che è il preferito da Giorgia Meloni, e il cardiochirurgo Massimiliano Foschi, che invece gode delle simpatie del leghista Bellachioma. Ma la partita del centrodestra che comincia oggi, è solo apparentemente alla pari perché la Lega rivendica un maggiore peso specifico. Abbiamo così sentito il parere del coordinatore salviniano in Abruzzo che ha ospitato in casa gli altri due alleati. E Bellachioma è stato molto chiaro, esordendo con un laconico: «Patti chiari e amicizia lunga». In che cosa consiste il patto di Roseto? «Chiederemo la presenza dei segretari regionali al tavolo nazionale; qualora ci dovessero essere dei problemi sui tre nomi di FdI cercheremo insieme a Berlusconi, Salvini e Meloni, di allargare la rosa, da parte mia senza veti, Di Stefano compreso. Ma se si rimane all’interno della rosa, la Lega ritiene che le criticità superabili con Foschi non lo siano per gli altri due. Occorre anche stabilire il perimetro delle liste civiche: per la Lega bisogna parlare con tutti. Nessuno escluso. C’è bisogno di una coalizione forte, unita e vincente perché se Legnini si presenta con una serie di civiche senza il simbolo del Pd è chiaro che sono molto preoccupato. Dobbiamo andare d’accordo su tutto: programma e nomi. E ognuno deve accollarsi la sua quota di sacrificio. Da qui a 15 giorni, parlando con tutti, si deciderà chi è dentro e chi è fuori. Compreso Di Matteo».

