«Il contagio non è immediato ma guai a sottovalutarlo»

18 Febbraio 2015

GIOIA DEI MARSI. La tubercolosi può annientare la specie ma il contagio, secondo gli esperti, non è così immediata. In un studio realizzato nel 2014 dal tavolo tecnico del Piano d’azione per la...

GIOIA DEI MARSI. La tubercolosi può annientare la specie ma il contagio, secondo gli esperti, non è così immediata. In un studio realizzato nel 2014 dal tavolo tecnico del Piano d’azione per la tutela dell’orso marsicano (Patom), con il contributo degli esperti Massimo Fenati, medico veterinario esperto di epidemiologia della fauna selvatica, e Adriano Argenio, dell'ufficio Conservazione della natura, (Progetto Life Arctos – Azione C2), «l'orso è recettivo all'infezione anche se non esistono dati coerenti ed esaustivi».

Secondo lo studio, «la mortalità dovuta all'infezione tubercolare viene considerata un evento piuttosto raro nell'orso anche nelle aree in cui la circolazione del patogeno è endemica nelle popolazioni di specie selvatiche che vivono in simpatria», cioè nella stessa zona.

La recente morte dell'orso marsicano per la tubercolosi proprio nella zona di un focolaio ha però rimescolato le carte in tavola. Secondo gli esperti, non è chiara la modalità d'infezione, ma per analogia con altre specie selvatiche necrofaghe, sembra che tale apparato, attraverso l'ingestione di carne proveniente da animali infetti, possa svolgere un ruolo importante nella trasmissione dell'infezione. «Nell'ambito dell'azione A2 del Life Arctos», si spiega nel report, «è stata fatta una valutazione della situazione epidemiologica per il periodo 2004-2010 di tale patogeno sia nel bestiame domestico, sia nella fauna selvatica presente nella zona dell'orso bruno marsicano».

Nei territori comunali dell'orso bruno marsicano, prima del 2012, nessun allevamento bovino dei 3.590 esaminati è risultato positivo, mentre sporadiche positività sono state rilevate in carcasse di diverse specie selvatiche. Tutto questo prima del caso di Gioia dei Marsi che ora sta allarmando tutti i soggetti coinvolti nella vicenda, animalisti, ambientalisti, enti pubblici e comuni cittadini.

Purtroppo l'esiguità di informazioni riguardo alla patogenicità nell'orso e l'ufficiale assenza della tubercolosi dalla popolazione bovina (visto che i dati sono ancora in fase di studio) hanno portato a non includere questo patogeno nelle linee guida previste dall'azione del progetto Life Arctos. La presenza del focolaio di Gioia, però, e il ritrovamento dell'orso morto proprio lì per Tbc, secondo gli esperti sono elementi più che sufficienti per rivalutare il ruolo di questo patogeno tra i rischi prioritari per la conservazione dell'orso.

Pietro Guida

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