Il corso richiesto dalla d’Annunzio divide le università

1 Febbraio 2015

PESCARA. L’attivazione di un corso di laurea sulla pubblica amministrazione da parte della d’Annunzio, divide le tre università abruzzesi e viene preso da spunto affinché gli stessi atenei...

PESCARA. L’attivazione di un corso di laurea sulla pubblica amministrazione da parte della d’Annunzio, divide le tre università abruzzesi e viene preso da spunto affinché gli stessi atenei realizzino un documento programmatico che tenga conto sulle specialità di ciascuno in modo che in futuro non ci siano né conflitti, né sovrapposizioni.

E’ quanto trapela dall’ultima riunione della Conferenza dei rettori delle tre università abruzzesi (Crua), al termine della quale, malgrado il parere negativo di Teramo e L’Aquila, la d’Annunzio Chieti-Pescara ha deciso di andare avanti con l’iter per il riconoscimento del corso di laurea. Un corso ritenuto fotocoppia dai rettori Luciano D’Amico (Teramo) e Paola Inverardi (L’Aquila) con le lezioni già svolte in Scienze dell’Amministrazione dalla facoltà di Scienze politiche di Teramo. Ma tant’è, replicano alla d’Annunzio: «Il parere della Crua non è vincolante e l’iter è stato già messo in moto. Alla fine la decisione spetterà all’organo di valutazione collegiale nazionale di tutti i rettori, la Crui».

Caso chiuso? No, perché il corso conteso ha tutta l’aria di essere il primo atto di un ritorno di fiamma della d’Annunzio per la facoltà di Giurisprudenza. Un vecchio pallino che ora, però, è in mano a Teramo dove la facoltà di Legge esiste da tempo.

«Il corso che noi proponiamo è in Pubblica amministrazione e l’idea è del professor Stefano Civitarese Matteucci, ordinario di diritto amministrativo», spiega il rettore della d’Annunzio Carmine Di Ilio, sottolineando come il corso faccia riferimento «a una sola classe di laurea che identifica, attraverso la scelta di disciplina adeguata, il percorso formativo che porta alla laurea». «Non è un corso fotocopia né quindi una sovrapposizione con Teramo», continua il rettore, «in quanto il nostro è legato alla Pubblica amministrazione mentre quello di Teramo è soltanto per una parte legato alla formazione nella Pubblica ammnistrazione».

Una “piccola” sovrapposizione diventata sostanza secondo la Crua. «I colleghi di Teramo e L’Aquila», ribatte Di Ilio, «non sono entrati nel merito del corso, ma sul metodo in quanto avremmo dovuto fare preliminarmente un documento comune programmatico anti-doppioni. D’altra parte il nostro corso ha già affrontato tanti intoppi burocratici e fermarlo sarebbe un peccato...».

Avanti dunque, fino alla valutazione (vincolante stavolta) della Crui. Con l’augurio che per quella data sarà realizzato quel programma che avrebbe evitato discussioni e frizioni.

«Dobbiamo fare in modo che nei prossimi piani strategici vi sia maggiore razionalizzazione dell'offerta formativa o comunque un’offerta federata a due o più università», aggiunge il rettore Ch-Pe, «per questo è necessario predisporre il documento che identifica le aree specifiche delle tre università e le aree nelle quali avviare progetti formativi comuni ».(a.mo.)

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