Il Dossier Abruzzo nelle mani del ministro Delrio

8 Maggio 2015

Prima l'incontro con i sindaci e le autorità locali, poi la presentazione del libro e il convegno sulle infrastrutture urgenti per lo sviluppo della Regione. Infine D'Alfonso consegna al rappresentante del governo lo studio di 50 pagine con gli investimenti prioritari su trasporti, infrastrutture, aree rurali e banda larga

PESCARA. Il ministro alle Infrastrutture, Graziano Delrio, ospite del presidente della Regione Abruzzo Luciano D'Alfonso, è stato invitato prima a parlare con i sindaci e le autorità regionali nell'aula consiliare del Comune di Pescara, e poi a presentare il suo libro "Cambiando l'Italia" a un convegno nella sala affollatissima del Teatro Sant'Andrea. «Abbiamo messo insieme un piano di lavoro con il presidente D'Alfonso che ha subito aderito a una mia proposta di fare piani pluriennali seri e credibili, di non fare la lista di opere che non si realizzeranno mai, di scegliere delle priorità, di farle con procedure normali e di collegarle a servizio del sistema industriale delle imprese, perché questo è il vero elemento che crea sviluppo e lavoro», ha detto il rappresentante del governo.

«Il Pil, diceva Robert Kennedy, non misura la felicità dei nostri bambini, il sorriso delle nostre mamme, la bellezza delle nostre scuole. Non misura le cose che ci rendono realmente felici», ha poi affermato Delrio parlando nel corso del convegno "Le strutture che ci sono, le infrastrutture che ci servono". «Quando voi avete sentito il numero del Pil, le previsioni della Banca d'Italia, i dati Istat, il giorno dopo non vi cambia la vita» ha detto Delrio sottolineando che il Paese «ha bisogno sì dei trafori che ci colleghino agli altri Paesi europei, ma anche che funzionino bene i treni regionali per i pendolari, ha bisogno di ritrovare la sua vocazione di intelligenza della terra».

Il ministro ha anche incontrato gli ambientalisti che chiedevano delucidazioni sul futuro del Parco della Costa Teatina e ai progetti di trivellazione in Adriatico, e ha raccolto le proteste del Comitato civico di Sulmona contro la chiusura del Punto nascite dell'ospedale. «Non sono il ministro preposto - ha detto. È complicato per me intervenire su questo tema. Capisco bene le vostre obiezioni. Il governo conosce le vostre obiezioni, qualcuno la pensa diversamente da voi». D'Alfonso dal canto suo ha annunciato di avere in programma un incontro sull'argomento con il ministro allo Sviluppo Economico, Federica Guidi. Al ministro Delrio, D'Alfonso ha poi ricordato che «tutte le regioni della costa sono contrarie» alle trivelle sottolineando «noi abbiamo giurisdizionalizzato la nostra contrapposizione».

Infine, prima che il ministro lasciasse il convegno e quindi Pescara, il governatore D'Alfonso ha consegnato a Delrio un dossier di 50 pagine per lo sviluppo, dove c'è il futuro dell'Abruzzo e l'idea di una programmazione in grado di far crescere tutto il territorio. Con queste premesse il presidente della Giunta regionale, Luciano D'Alfonso, ha salutato il neo ministro, consegnandogli «quell' invocazione documentale» in grado di far rientrare l'Abruzzo nelle nuove strategie di mobilità europee e recuperare «il colpevole ritardo accumulato in tutti questi anni». Due le aree d'azione sottoposte all'attenzione del ministro Delrio: una più specificatamente politica con la quale si chiede «la dovuta attenzione del governo nazionale alla battaglia che sta portando avanti l'Abruzzo a livello europeo per il reingresso nella partita della Rete Ten-T per i corridoi della rete transeuropea dei trasporti, che rientra nella più generale partita della macroregione Adriatico-Ionica con l'alta velocità sulla linea Adriatica e l'integrazione del corridoio merci»; l'altra di carattere amministrativo «con l'indicazione specifica della priorità infrastrutturali della regione, nell'ottica della nuova visione governativa e del ministero dei Trasporti di opere utili alla collettività e alle imprese». In questo senso, la Giunta regionale, con la delibera 310 dello scorso 29 aprile, ha indicato le opere «indifferibili e necessarie per la ripartenza dell'Abruzzo e per dare corpo a quell'idea di programmazione che questo governo regionale intende portare avanti». Al ministro Delrio, D'Alfonso ha quindi illustrato quelle priorità: dal nodo dei porti «che dobbiamo concretizzare» alle strade, alla sicurezza del territorio fino alla banda larga. In particolare per i porti, il governatore ha fatto riferimento al porto di Vasto «a chiara vocazione industriale, punto di interesse delle grandi aziende della Val di Sangro», chiedendo un impegno per 10 milioni di euro per il completamento del collegamento ferroviario industriale. E ancora, «quello commerciale di Ortona, che ha già un proprio Piano regolatore portuale» e quello di Pescara «per il quale è necessario un intervento definitivo». Sull'aeroporto il Presidente ha detto che «non è una concessione che questa regione si è fatta, ma è la connessione con l'Europa. Al Governo chiediamo che norme nazionali alleggeriscano la cogenza delle norme europee che rappresentano macigni per la sopravvivenza degli aeroporti minori di interesse nazionale». E ancora l'infrastruttura stradale e autostradale per la quale «sono necessarie opere che ne garantiscano la sicurezza come esplicazione del diritto di mobilità». La situazione delle frane e la sicurezza del territorio, per la quale «la Regione in questo anno ha prodotto un dossier documentato con progetti esecutivi» e infine l' infrastrutturazione digitale della banda larga su cui «abbiamo avviato un grande progetto per le aree rurali ma ora sono necessari finanziamenti per il completamento sulle aree maggiormente antropizzate». Lo sviluppo dell'Abruzzo futuro nero su bianco in 50 pagine.