Il grido dei Comuni: bene risanare ma non solo a nostro discapito

24 Ottobre 2014

L’AQUILA. Sindaci a confronto sulle novità introdotte della manovra in fase di approvazione. Una serie di orientamenti che possono richiedere ai Comuni sacrifici non indifferenti in un momento...

L’AQUILA. Sindaci a confronto sulle novità introdotte della manovra in fase di approvazione. Una serie di orientamenti che possono richiedere ai Comuni sacrifici non indifferenti in un momento particolarmente delicato per la vita economico-amministrativa degli enti locali. Si è parlato di questo al primo incontro pubblico del rinnovato direttivo dell’Anci Abruzzo (l’Associazione nazionale dei Comuni italiani), coordinato dal presidente Luciano Lapenna nella sala Benedetto Croce all’Emiclclo, all’Aquila.

Da Lapenna, sindaco di Vasto, che ha comunque riconosciuto quanto questa manovra sia «coraggiosa e orientata al superamento della crisi» è partito l’invito ai colleghi primi cittadini a condividere l’appello al premier Matteo Renzi. «Nel 2015, i Comuni saranno chiamati a un sacrificio quantificabile in 1,5 miliardi, a fronte di una manovra di 36», ha detto. «Il governo non deve dimenticare che i Comuni sono gli enti probabilmente più efficienti, i primi interlocutori con i cittadini, i soggetti che forniscono servizi spesso fondamentali per i loro abitanti. Giusto risanare, giusto risparmiare ma non deve andare a discapito degli enti locali».

Lapenna ha poi tracciato le linee guida del suo mandato, che apre una stagione nuova dell'Anci, dopo la presidenza di Antonio Centi.

Fra i presenti anche il sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio, e quello di Giulianova, Francesco Mastromauro. «Oggi, purtroppo, i Comuni sono gli Enti più penalizzati nelle manovre finanziarie e pertanto vanno sostenuti», ha detto il presidente del consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, «fra le mie prerogative», ha proseguito Di Pangrazio, «c’è quella di rendere attuale il principio di sussidiarietà, cioè promuovere iniziative legislative che vedono protagonisti i territori e le comunità locali. Sono sicuro che i Comuni sapranno essere capaci di costruire forme innovative che coniughino le esigenze della finanza pubblica ed i principi essenziali di garanzia del welfare e dei servizi. A tal proposito chiederò un incontro all’assessore regionale al Bilancio, Silvio Paolucci, per affrontare il tema dei patti regionali, cioè la possibilità di concedere “spazi finanziari” al patto di stabilità che bloccano le risorse dei Comuni». (fab.i.)

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