Il Papa tra i Monti Simbruini: un’ora di preghiera alla Trinità

23 Luglio 2026

Accolto da don Alberto Ponzi, dalle suore e da 80 fedeli, il Santo Padre ha meditato nella roccia:

«Questo santuario così bello ci ricorda il desiderio nel cuore di tutti noi di cercare l’aiuto di Dio»

Una visita a sorpresa del Papa nel cuore dei Monti Simbruini, a pochi chilometri dalla Marsica e dal confine abruzzese. Papa Leone XIV ha raggiunto ieri mattina il Santuario della Santissima Trinità di Vallepietra, luogo di fede profondamente legato da secoli alle comunità di Cappadocia, Tagliacozzo e dell’intero territorio marsicano. Pur trovandosi amministrativamente nel Lazio, il santuario sorge infatti alle porte dell’Abruzzo, sul versante montano che confina con il territorio comunale di Cappadocia. Per generazioni è stato una delle mete religiose più care ai fedeli marsicani, raggiunto ogni anno da compagnie di pellegrini provenienti dai paesi della zona, spesso dopo lunghi cammini compiuti a piedi attraverso montagne e sentieri.

L’ARRIVO A SORPRESA

Il Pontefice è arrivato poco prima delle 10, proveniente dalla residenza estiva di Castel Gandolfo, accompagnato da un piccolo seguito e dal fratello. Ad accoglierlo sono stati il rettore del santuario, don Alberto Ponzi, i religiosi impegnati nel servizio delle confessioni, le suore Cistercensi della Carità, alcuni commercianti e circa ottanta pellegrini presenti in quel momento. Per i fedeli, che non erano stati informati della visita, è stata una sorpresa inattesa. Leone XIV ha voluto salutare personalmente le persone incontrate lungo il percorso, fermandosi a scambiare alcune parole con ciascuna di loro. Il Papa si è poi raccolto in preghiera davanti all’antico affresco della Santissima Trinità, custodito nella cappella ricavata nella parete rocciosa a 1.337 metri di altitudine. Dalla piccola loggia delle benedizioni ha rivolto un breve messaggio ai presenti. «Questo santuario così bello ci fa ricordare il desiderio che è nel cuore di tutti noi di cercare Dio, di cercare la santità, di cercare l’aiuto di Dio che non ci abbandona mai», ha affermato il Pontefice.

LA PREGHIERA NEL SANTUARIO

Leone XIV ha visitato anche la grande chiesa all’aperto, affacciata sulla valle e sulla catena dei Simbruini, la chiesa sotterranea dedicata a San Giovanni Paolo II e gli spazi che raccolgono gli ex voto lasciati dai pellegrini. Proprio Giovanni Paolo II aveva raggiunto in passato il santuario con una visita a sorpresa, consolidando ulteriormente il legame tra questo luogo di montagna e la figura del Pontefice. La permanenza di Leone XIV alla Santissima Trinità è durata circa un’ora. Prima di ripartire, il Papa si è fermato nella piccola foresteria, dove ha bevuto un caffè e un bicchiere d’acqua.

IL LEGAME CON LA MARSICA

La visita rappresenta un avvenimento di particolare importanza anche per Cappadocia e per tutta la Marsica occidentale. Il santuario, infatti, non è percepito dalle popolazioni locali come un luogo distante o estraneo, ma come parte integrante della storia religiosa e popolare del territorio abruzzese.

LA TAPPA A SUBIACO

Dopo aver lasciato Vallepietra, Papa Leone XIV ha raggiunto Subiaco, altra località particolarmente vicina ai confini abruzzesi e al territorio carseolano. Il Pontefice ha visitato il Monastero di San Benedetto, conosciuto come Sacro Speco, e il Monastero di Santa Scolastica. Nel complesso benedettino si è fermato in silenziosa meditazione davanti all’affresco duecentesco di San Francesco. Nel Sacro Speco ha poi baciato il ginocchio della statua di San Benedetto, secondo la tradizione, e ha recitato il Padre Nostro insieme ai presenti. Successivamente Leone XIV ha raggiunto il Monastero di Santa Scolastica, dove ha pranzato con la comunità benedettina e visitato i chiostri e il convento. Nel messaggio lasciato a Santa Scolastica ha invece ringraziato il Signore per la grazia di poter visitare quel luogo santo nella festa liturgica di Santa Maria Maddalena, ricordata come la prima testimone e annunciatrice della Risurrezione. La doppia visita si è conclusa nel pomeriggio, con il rientro del Pontefice a Castel Gandolfo. Una giornata privata e inattesa che ha toccato due dei principali luoghi spirituali dell’Appennino centrale.

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