23 luglio

Oggi, ma nel 1944, a Buti, in provincia di Pisa, sulla spianata alle pendici del monte Piavola, tre raggruppamenti di soldati nazisti della Wehrmacht uccidevano, per rappresaglia, 19 civili, disarmati, prevalentemente sfollati per scampare ai bombardamenti aerei americani, mentre erano alla ricerca della banda di partigiani di “Carlino”, ossia Carlo Pelosini. Quest’ultimo, già sottotenente del regio esercito renitente alla chiamata della Repubblica sociale italiana, era ritenuto il fondatore del nucleo di combattenti anti tedeschi attivo nel circondario che agiva col supporto della formazione “Nevilio Casarosa” posta sotto l’egida del Comitato di liberazione nazionale. I soldati germanici, nel contesto della fase di coda del secondo conflitto mondiale, erano giunti rispettivamente da Calci, da Rotone di Castelvecchio di Compito e da Ruota verso Pian Bello, che facevano riferimento alla 65ª divisione di fanteria “Handgranate” alla quale era assegnato il pattugliamento del territorio sud-orientale dei Monti Pisani.
Agivano per ritorsione dopo la cattura e l’assassinio di due commilitoni di origine austriaca da parte dei componenti della già citata banda di Carlino. Le vittime erano tutte di sesso maschile. Tra i malcapitati, tutti di estrazione popolare, i più giovani erano Oliano Pratali e Pierino Carlotti, coetanei di 16, il più anziano, invece, era Egidio Matteoni, di 62. Gli altri 16 passati per la scarica di piombo dalle truppe hitleriane erano: Italo Bacchereti, Pietro Barzacchini, Alvaro Bulleri, Valentino Carlotti, Alamanno Cavallini, Tersilio Corsi, Paolo Disperati, Guido Donati, Silvio Landi, Settimo Leporini, Angiolo Novelli, Giovanni Novelli, Menotti Novelli, Sabatino Novelli, Secondo Pratali, Vivarello Pratali. Diversi dei menzionati erano imparentati tra loro. La prima targa ricordo verrà affissa il 5 novembre ’44 (nella foto, particolare, adattamento dallo scatto di Giovanni Baldini).
Il 6 giugno dell’anno successivo, via Vittorio Emanuele III verrà rinominata via Piavola in memoria dell’eccidio. La prima commemorazione sul luogo della mattanza verrà organizzata il 24 luglio ‘45. Poi il tributo di memoria avrà un appannamento che durerà 20 anni e tornerà in auge solo il 23 luglio 1965. Tutta la vicenda verrà ricostruita nel volume a cura di Paolo Pezzino, storico dell’ateneo pisano nativo di Pescara, “Ma la ragione non dette risposta. Piavola 1944. La strage, la memoria, la comunità”, che sarà dato alle stampe dalle Edizioni Plus-Pisa università press, nel 2006.

