Il presidente di Nomisma energia: «Ci aspetta un’impennata del gas ma l’Abruzzo ha le sue colpe»

3 Marzo 2026

L’intervista a Davide Tabarelli: «Dobbiamo costruire infrastrutture, investire sulle rinnovabili, riaccendere il nucleare, non chiudere le centrali a carbone»

PESCARA. L’Iran ha deciso di mettere sotto scacco lo stretto di Hormuz, il corridoio marittimo tra Iran, Emirati Arabi Uniti e Oman, nervo scoperto dell’economia mondiale: da qui infatti passa circa il 20% del greggio globale e una quota rilevante del gas naturale liquefatto. Il Qatar ha annunciato il dimezzamento della produzione di gas naturale liquefatto a seguito degli attacchi militari che hanno colpito le aree industriali di Ras Laffan e Mesaieed, due dei principali hub energetici del Paese. In questo contesto estremamente teso l’energia torna centrale nel dibattito. Ad aiutarci è Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia e professore di Economia dell’energia all’Alma Mater di Bologna.

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