Calcio

Pescara, Gasperini incorona Insigne: «È l’arma per restare in B»

18 Aprile 2026

Il tecnico della Roma, ex capitano biancazzurro, parla del fuoriclasse napoletano: «La squadra si è ripresa e spero si salvi. Il suo dribbling mi ricorda Berlinghieri»

PESCARA. A Trigoria, per via delle diatribe interne alla Roma, non se la passa benissimo a livello di serenità. Tuttavia Gian Piero Gasperini, quando ha due minuti per parlare del suo vecchio Pescara, spende sempre parole al miele. L’attuale allenatore della Roma, capitano del primo Pescara targato Giovanni Galeone, quello della promozione in A e di due anni consecutivi nella massima serie, ha vestito per cinque anni la maglia biancazzurra. «Pescara è una piazza con la quale ho un legame fortissimo», ha detto Gasp ai microfoni del Tg3 Abruzzo. L’allenatore giallorosso tifa Delfino: «Adesso è arrivato anche Insigne, la squadra si è ripresa e mi auguro che si salvi presto». Il tecnico piemontese un paio di mesi fa è tornato a Pescara per un pranzo con i vecchi amici e descrive così la sua “seconda” casa.

«Pescara è una città magica e, a volte, a livello calcistico vive dei periodi particolari nei quali ci sono delle combinazioni perfette», racconta riferendosi alle promozione passate del Delfino. «Spero che questa magia venga fuori anche in questo mese per la salvezza del Pescara». Gasp, poi, torna a parlare di Lorenzo Insigne. «Giocatore forte. A chi assomiglia? Il mio Pescara aveva attaccanti come Pagano, Rebonato e Gaudenzi. Forse Primo Berlinghieri assomigliava a Lorenzo, ma con altra fisicità e caratteristiche. Erano simili come ruolo e dribbling». Dopo le parole al miele per Pescara, ieri mattina, mentre stava rispondendo all'ultima domanda della conferenza alla vigilia della sfida di oggi contro l'Atalanta, Gasp si è commosso e ha lasciato la sala stampa di Trigoria. Al tecnico della Roma era stato chiesto di commentare le sue nove stagioni a Bergamo.

Gasperini ha ricordato "lo straordinario lavoro della società", per poi sbattere forte la porta e lasciare la sala attonita, in un silenzio totale. Un pianto sincero, di rabbia e di tristezza nel ricordare il suo ex presidente Antonio Percassi e al termine di una settimana terribile viste le diatribe interne con il dirigente Claudio Ranieri che hanno messo a dura prova anche un tecnico così esperto. Gasperini si aspettava una presa di posizione della famiglia Friedkin per le parole di fuoco di Ranieri nei suoi confronti, dopo quella che ha ritenuto un'aggressione verbale. Un epilogo sorprendente al termine di una conferenza nella quale Gasp ha lanciato più di un segnale. Forte, inequivocabile alla proprietà in ottica futura. L’addio è vicino?

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