18 aprile

Oggi, ma nel 1889, a Zanzibar, nel piano internazionale di contrasto alla tratta degli schiavi sulle coste dell’Africa orientale entrava in servizio l’avviso a elica “Rapido” della regia Marina militare tricolore, al comando del capitano di fregata Carlo Amoretti, in supporto ad unità navali germaniche e britanniche. Il mezzo della flotta di mare del Belpaese, dipendente dal ministro della Marina Benedetto Brin del primo esecutivo guidato da Francesco Crispi, sarà di stanza in quell’area fino al 30 agosto successivo. Gli inglesi avevano avviato le operazioni di smantellamento del commercio negriero già il 6 giugno 1873 con il sultanato di Zanzibar Barghash bin Said, ma la pratica diplomatica non aveva prodotto i risultati sperati.
Solo il blocco del transito marittimo era in grado di apportare qualche miglioria alla situazione. Ma per la definitiva abolizione della schiavitù a Zanzibar si dovrà attendere il 6 aprile 1897 (nella foto, particolare, il monumento in memoria della tratta che verrà collocato proprio nel luogo del mercato umano di Stone Town, a ridosso della cattedrale di Cristo, in Mkunazini road, realizzato nel 1998 da Clara Sornas, svedese di Stoccolma, classe 1966, con formazione scultore a Pietrasanta, in provincia di Lucca). Anche se, di fatto, molti ex schiavi rimarranno a lavorare la terra nelle terre dei vecchi padroni come mezzadri: non avendo allettanti alternative né altre valide fonti di sostentamento.
Ciò rallenterà enormemente il cambiamento sociale ed economico del posto. L'abolizione indebolirà la dirigenza araba e farà mutare l'economia dell'isola. L’avviso “Rapido”, pensato e costruito nei cantieri livornesi Orlando con finalità di rappresentanza all’estero, era stato varato il 16 novembre 1876 ed era entrato in servizio l’1 maggio 1877. Aveva lo scafo completamente in ferro. Era stato progettato dal generale ispettore del Genio navale Luigi Borghi. Zanzibar, nel periodo omanita, era il centro più importante dell’Africa orientale per la vendita delle spezie e soprattutto di forza lavoro soggiogata con la violenza.
La media prevedeva 50mila schiavi l’anno come ritmo di vendita. Senza considerare che il doppio moriva durante il trasferimento via mare. Nel maggio di quel 1888, il console italiano a Zanzibar, ossia Vincenzo Filonardi, futuro governatore della Somalia dal 3 agosto 1889 al 15 maggio 1893, chiederà ufficialmente al sultano Seyyid Khalifa Said, in carica dal 26 marzo 1888 al 13 febbraio 1890, la cessione della provincia di Chisimaio, che poi sarà in Somalia, mirando a rafforzare l'ambiziosa influenza italiana nel Benadir.

