Il volo di Irmeana dalla sua Tollo ai cieli di Dubai

È Senior flight stewardess sull’aereo più grande del mondo un Airbus Emitates da 500 posti. «Ai giovani dico: provateci»
PESCARA. Sì, certo, racconta di non sapere più dove andare per le vacanze, «visto che sono stata dappertutto, e quindi scelgo vacanze alternative tipo andando a fare trekking sull’Himalaya, salire su Machu Picchu, o lanciarmi con il paracadute in Nuova Zelanda»; ma la sua Heimat, quella dimensione che tradotta dal tedesco dà l’idea di casa, di patria, di luogo dello spirito a cui appartenere, è la sua Tollo, in provincia di Chieti, «dove il tempo mi sembra che si sia fermato», osserva.
Già, poiché Irmeana Colantuono, 39 anni, «Ana», come la chiamano nell’emirato arabo di Dubai «(«Irmeana non riescono proprio a pronunciarla, gli arabi», spiega), dove ora risiede, dall’entroterra teatino ha scalato letteralmente i cieli e ora vola, come Senior flight stewardess, e una quindicina di hostess e steward ai suoi comandi, con l’aero più grande del mondo. Tanto per intenderci, l’Airbus A 380 degli Emirates, di proprietà dello sceicco Ahmed bin Saeed al Maktoum, un palazzo volante a due piani, con 427 posti in economy, 76 in business e 14 in first, tre classi da cui si può chiamare col cellulare e spedire le e-mail, per non parlare delle due docce Spa.
Insomma, un’ascesa non da poco, visto che Irmeana fino a nove anni fa lavorava, senza nulla togliere alla compagnia di bandiera irlandese, con Ryan Air, non proprio una leader nel campo del superfluo.
E dire che Irmeana, dopo il suo diploma da perito informatico preso all’Itis di Chieti, aveva cominciato la sua carriera lavorativa da tutt’altro: sette anni presso la Cantina di Tollo, come impiegata. Ma la testa era già altrove: e infatti a 26 anni parte per Ballina, nella contea di Mayo, in Irlanda, come ragazza alla pari, per poi trasferirsi, dopo sei mesi, a Suderland, nel nord dell’Inghilterra, dove impara l’inglese anche lavorando nei pub, e dove ottiene il Cambridge Adavanced English, il certificato che le apre le porte a Ryan Air, a Dublino, in cui si fa le ossa per due anni e mezzo, accontentandosi di volare solo sui cieli europei. Ma Irmeana è abruzzese e la tenacia non le manca e dunque, sempre a Dublino, nel 2005 si presenta all’open day di Emirates. «In quel giorno», ricorda la tollese volante, che da Dubai in patria torna due o tre volte all’anno, «alla selezione eravamo in 150. Abbiamo dovuto superare una serie di test molto impegnativi, anche sulla lingua inglese, e visite mediche rigorose. E alla fine fummo assunti in otto».
Il tutto, dopo aver semplicemente presentata «un’application form», rimarca Irmeana, la quale non solo, se lo ha mai avuto, ha perso ogni accento abruzzese, ma spesso, anche con un po’ di civetteria, alterna l’italiano all’inglese, ormai la sua prima lingua. E ora alloggio pagato, idem per le bollette, servizio di trasporto gratuito casa-aeroporto e viceversa, sconti per le palestre e altri benefit, tutto a carico di Emirates, la compagnia che Irmeana ha scalato cominciando a lavorare nella classe economica, poi nella business e infine nella first, in attesa del prossimo gradino, il più alto.
«Quello di purser», una sorta di commissario di bordo. «Roba che in Italia ci arrivi dopo trent’anni di carriera», fa notare. Il top, per Irmeana - che ha partecipato già a due voli inaugurali dell’A 380, quello di Dallas e quello di Milano, ora in filo diretto con Dubai -, la quale a casa ha lasciati papà Americo e mamma Vera, ma non la sorella Monica, di 36 anni, che dopo il diploma in ragioneria a Chieti Scalo e la laurea a Pescara per Interpreti e traduttori, è arrivata a Dubai seguendo le orme di Irmeana.
Anche Monica infatti è una hostess di Emirates, dopo esserla stata per Etihad, la compagnia aerea degli Emirati Arabi Uniti, con sede nella capitale, Abu Dhabi, dove Monica alloggiava, prima di raggiungere Dubai. «A volte io e mia sorella a Dubai ci incontriamo e facciamo anche qualche vacanza insieme», rileva Irmeana.
Una famiglia che non si è divisa - e tutta riunita in questi giorni a Tollo - quella dei Colantuono, nonostante le distanze; anche perché se Irmeana e Monica sono a Dubai, chi a volte si trasferisce sul golfo Persico sono i genitori, in quella città, Dubai, dove le due sorelle, a contatto col mondo arabo, non hanno mai avuto problemi neanche coll’abbigliamento.
«Qui tante donne vanno con minigonne altissime», evidenzia Irmeana. L’unica differenza con le hostess occidentali è il «veletto» che devono indossare in servizio. «Oltre al rossetto e al berretto, obbligatoriamente tutt’e due rossi», sorride Irmeana. La quale conclude con uno sprone ai giovani abruzzesi. «Provateci. Io vedo che Emirates ogni settimana assume qualcuno».
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