«Immissioni in ruolo e nuovi dirigenti La scuola cambia così»

6 Agosto 2015

Il direttore regionale illustra numeri e novità per l’Abruzzo «Inevitabili i precari con la valigia e le reggenze»

L’AQUILA. Tra abolizione del precariato storico, presidi-manager, valigie pronte per molti insegnanti, il mondo della scuola sembra essere arrivato ad uno snodo fondamentale. Anche in Abruzzo sono cominciate nelle scorse settimane le immissioni in ruolo degli insegnanti e presto si passerà a quelle dei presidi, ma non manca chi sarà costretto a scegliere se rinunciare alla cattedra o alla propria regione.

Ad avere, più di ogni altro, il polso della situazione è il direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale, Ernesto Pellecchia, con cui abbiamo voluto fare il punto.

Secondo i sindacati, al termine delle fasi 0 e A delle immissioni in ruolo, oltre duecento precari resteranno comunque senza stabilizzazione in Abruzzo, col rischio di dover fare la valigia. Come valuta questo aspetto della riforma?

«Le procedure di nomina sono finalizzate allo svuotamento delle graduatorie, in particolare delle Gae (graduatorie a esaurimento). E' evidente quindi che era necessario ricorrere a modalità di nomina che consentissero di ottimizzare la copertura dei posti disponibili, sia quelli della cosiddetta fase B che quelli della fase C. E' altrettanto evidente che, vista la consistenza delle graduatorie degli aspiranti a nomina delle diverse Province della Regione, un certo numero di docenti abruzzesi, inseriti nelle graduatorie, si trovano di fronte a questa scelta, che ovviamente, non è agevole da compiere».

Il ministero dovrebbe dare presto il via libera a nuovi ruoli e anche per i dirigenti scolastici. Quanti ne sono previsti in Abruzzo e quali sono i tempi delle immissioni?

«Molto probabilmente saranno autorizzate in regione 20 o forse 22 assunzioni in ruolo di altrettanti dirigenti scolastici dal prossimo anno scolastico, attingendo dalla graduatoria di merito attualmente vigente. Appena perverrà la relativa autorizzazione dal parte del ministero, credo che sia questione di pochi giorni, si procederà alla convocazione degli aventi titolo per la sottoscrizione del contratto ed il contestuale conferimento dell'incarico dirigenziale. Abbiamo già conferito gli incarichi ai dirigenti scolastici di ruolo, sulla base delle candidature presentate e le disponibilità di sede».

Molti istituti, quelli cosiddetti sottodimensionati, con meno di 600 o 400 alunni, saranno dati in reggenza. Può questo essere un problema?

«Anche questa fase sarà conclusa entro l'ultima decade del mese di agosto. In Abruzzo ci sono 15 istituti sottodimensionati e dovremmo avere in totale 17 o 19 reggenze. A quelle degli istituti con pochi alunni si aggiungono, infatti, le posizioni vacanti che saranno coperte con le nuove immissioni: se queste ultime saranno 20 le reggenze saranno 19, se le immissioni saranno 22 scenderanno a 17».

Con il carico di lavoro previsto per l'inizio del prossimo anno scolastico, si rischia di avere ritardi nelle procedure amministrative?

«Nonostante la complessità e la gravosità degli adempimenti, confido che l'Ufficio scolastico regionale riuscirà a completare le operazioni nel rispetto dei tempi previsti ed assicurare il regolare inizio del prossimo anno scolastico. E questo grazie all'impegno, al senso di responsabilità e alla professionalità di tutti i colleghi dell'Ufficio».

Pensa che la riforma Renzi possa portare dei miglioramenti nel sistema scolastico della regione?

«E' indiscutibile il fatto che in questa tornata di nomine, come mai era avvenuto in passato, vengono destinati alle immissioni in ruolo più di centomila posti, con l'obiettivo di eliminare l'enorme problema del precariato "storico" e assicurare alle scuole una dotazione organica di personale docente necessaria per assicurare maggiore qualità al servizio scolastico e all'ampliamento dell'offerta formativa».

Michela Corridore

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