«Impegnativo e gratificante Ingerenze? Non ci sono più»

22 Giugno 2016

"Gli esami di Stato sono impegnativi, ma io personalmente li faccio volentieri, perché sono un'esperienza valida ed un'occasione di crescita personale e professionale». Così Gerardo Carulli, docente...

"Gli esami di Stato sono impegnativi, ma io personalmente li faccio volentieri, perché sono un'esperienza valida ed un'occasione di crescita personale e professionale». Così Gerardo Carulli, docente di Lettere, alla vigilia della maturità.

Carulli, 38 anni, di Montesilvano, insegna al liceo classico di Atri ed è membro esterno al Classico di Pescara.

Professore, quanto tempo la impegneranno gli esami di Stato?

«Circa tre settimane. La prima riunione c'è stata il 20 e finiremo l'8 luglio. Molto dipende dalle commissioni e dal numero degli alunni e, infatti, c'è chi finisce più tardi».

E' faticoso?

«Direi impegnativo. L'impegno include anche qualcosa di gratificante, ed è così».

Dunque, i docenti fanno volentieri gli esami?

«In molti casi sono vissuti come un fastidio, ma a mio parere sono un'esperienza valida ed un'occasione di crescita».

Quanto vengono retribuiti? «Si va dai 500 euro dei commissari interni, quelli che guadagnano meno, fino anche ai 1.500 degli esterni. La cifra varia in base alla distanza e si devono coprire tutte le spese, dal carburante o trasporto al vitto».

È un'occasione per guadagnare qualcosa in più...

«Sì, soprattutto per i docenti con contratto a termine, che scade a giugno, sono un'opportunità per lavorare di più. Un guadagno c'è, non eccessivo o almeno non tanto da spingere a voler fare gli esami per soldi, altrimenti non ci sarebbero tanti colleghi che non vogliono farli».

I rapporti con i presidenti di commissione come sono? «Io ho sempre trovato un clima positivo e collaborativo, mai nessun problema».

Capita che vi siano ingerenze?

«L'esame di Stato non è più considerato un ostacolo tanto grande da richiedere chissà quali interventi...».

Lorenzo Dolce

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