In Abruzzo i reati sono in calo ma dilagano le truffe su Internet

13 Ottobre 2026

Chieti, al 79° posto in Italia, è la città più tranquilla, Pescara resta la più pericolosa della regione. Secondo l’analisi del “Sole24Ore”, soltanto all’Aquila la criminalità è in aumento con il +5,2%

L’AQUILA. Meno reati in Abruzzo nel 2025. La città più sicura, in regione, si conferma Chieti, che occupa la 79ª posizione nella classifica nazionale per numero di reati commessi (10.173) rispetto al numero di abitanti (2.756,4) e una diminuzione del 3,8% a fronte del 2024. Segue, in 76ª posizione L’Aquila con 8.061 reati (2.811 ogni 100mila abitanti), ma è anche quella dove le azioni criminose, rispetto al 2024, crescono del 5,2%. Teramo è al 65° posto con 9.096 reati (3.033 ogni mille abitanti) e una diminuzione del 6,4% a fronte dell’anno precedente; Pescara è al 43° posto in Italia e prima per crimini, in Abruzzo, con 10.715 reati commessi lo scorso anno, in diminuzione del 7,9%: qui i reati sono 3.439. Sempre Pescara risulta tra la città – 105ª in classifica – dove gli episodi di percosse sono diminuiti nell'ultimo anno. La statistica che fa riferimento alla banca dati interforze del dipartimento della Pubblica sicurezza del ministero dell’Interno, è stata pubblicata dal Sole24Ore, mostra un quadro nazionale in miglioramento. Come anche quello regionale riferito all’Abruzzo, dove migliorano le performance di tutti i capoluoghi di provincia, ad eccezione dell’Aquila dove i crimini commessi sono in aumento di oltre il 5%.

Sul piano nazionale, sono 42.242 i delitti in meno: i reati denunciati in Italia scendono a 2.36 milioni nel 2025, la prima flessione dopo quattro anni di crescita continua. Si spezza così, la catena che si era innescata dopo la fase pandemica: a diminuire sono, soprattutto i furti (-62mila in un anno), mentre altri tipi di reati continuano a crescere. Il 47.4% degli illeciti si concentra neo territori metropolitani, dove ai residenti si aggiungono studenti, turisti e pendolari: Milano figura al primo posto tra le città più pericolose con 228.287 reati e un leggero aumento dello 0,6%. Con Firenze, Roma, Bologna e Torino occupa i primi cinque posti della nuova edizione dell'Indice di criminalità, che misura le denunce ogni mille abitanti. Il totale dei delitti segnalati all'autorità giudiziaria, nel 2025, resta superiore al dato del 2019, con una crescita del 2,4%, ma inferiore a quello del 2018. Prosegue la discesa dei reati che era in corso dal 2013 al 2019: anche le denunce risultano inferiori del 18,5% rispetto al 2013. Un trend che prosegue nei dati provvisori del primo semestre 2026 (-9,9% rispetto allo stesso periodo del 2025).

L’analisi per tipologia di reato mostra come cambia pelle il crimine in Italia. I furti scendono a 992.660 e tornano sotto il milione per la prima volta dal 2022. Rappresentano il 42,1% del totale dei delitti denunciati; nel 2019 erano il 46,6% degli illeciti. In particolare, diminuiscono i furti su auto in sosta (-16%) in abitazione (-8,7%) e con destrezza (-6%), mentre aumentano i furti di motocicli (0,2%). La battuta d’arresto della criminalità predatoria si riflette anche sulle rapine che diminuiscono del 3,6%, mentre quelle in pubblica via scendono del 7,7%. Altri reati, invece, continuano ad aumentare. È il caso delle truffe e delle frodi informatiche che toccano quota 298.651, in aumento del 4,4% nel 2025. Crescono anche i danneggiamenti: 288.938 in dodici mesi, con 10.950 casi in più rispetto al 2024, il valore più alto dal 2018. Toccano il picco degli ultimi 8 anni anche le percosse e le estorsioni che crescono, rispettivamente, del 3,4% e dell’1,4%. A far discutere è l’analisi geografica della distribuzione dei delitti, che evidenzia una concentrazione nelle grandi aree urbane del Centro Nord. Il calo nazionale, quindi, non si distribuisce in modo uniforme: le denunce diminuiscono a Firenze (-2,9%), a Roma (-5,33), a Bologna (-0,3) e, in Abruzzo a Pescara (-7,9%), Teramo (-6,4%) e Chieti (-3,8), mentre salgono all'Aquila del 5,2%. In salita anche a Lodi (12,1% in più), a Varese del 6,2% a Sondrio del 5,6%, a Mantova del 4,7%, a Pavia del 3,4% e a Bergamo del 3,1%. La flessione dei reati attraversa gran parte del Mezzogiorno.

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