Hiv, in Abruzzo contagi sopra la media nazionale

Diagnosi spesso tardive, soprattutto tra gli uomini, e casi in aumento tra i giovanissimi. All’Aquila il confronto tra infettivologi sulle novità terapeutiche
L'AQUILA
Contagi da Hiv superiori alla media nazionale in Abruzzo con diagnosi spesso tardive, soprattutto tra gli uomini, e casi in aumento tra i giovanissimi, segnale di una minore percezione del rischio e della prevenzione. È quanto emerge dalla terza edizione di "Hiv clinical prAQtice", il convegno nazionale tenutosi sabato scorso nella sede dell'Ordine dei Medici dell'Aquila.
Promosso dall'Ordine e organizzato dalla Uoc di Malattie infettive dell'ospedale San Salvatore, l'incontro ha messo al centro le nuove terapie antiretrovirali e il confronto tra specialisti provenienti da tutta Italia. Responsabile scientifico Arturo Ciccullo.
«È stato un momento di confronto molto importante per la comunità medico scientifica», spiega Alessandro Grimaldi, presidente dell'Ordine e primario di Malattie infettive al San Salvatore. «Oggi possiamo garantire una copertura della terapia per almeno due mesi e addirittura abbiamo alcuni farmaci che possono garantirla fino a sei mesi». Il riferimento è ai nuovi trattamenti "long acting", che migliorano la qualità della vita dei pazienti.
Attenzione anche alla Prep, la profilassi pre-esposizione destinata ai soggetti a rischio. «Una terapia ormai diffusa e gratuita, anche noi all'Aquila la offriamo gratuitamente», ricorda Grimaldi.
Per il 2027 l'obiettivo è organizzare un appuntamento ancora più ampio, coinvolgendo giovani esperti da tutta Italia.

