In regione un infermiere ogni undici pazienti

18 Settembre 2018

Per il Fnopi il dato è in linea con la media italiana; quella ideale è di uno a sei Ma negli ospedali della regione mancherebbero all’appello 2.000 figure

PESCARA . Un infermiere ogni 11 pazienti, in linea con la media italiana, ma molto al di sopra di quella “ideale”, che si ferma al rapporto 1 a 6. È la situazione fotografata in Abruzzo da uno studio di Fnopi, la Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche. Lo studio si basa su elaborazioni di dati della Ragioneria generale dello Stato e dal Ministero dell’economia, e riferiti al personale impiegato nell’ambito del servizio sanitario nazionale. Secondo il Fnopi, che cita studi internazionali non meglio specificati, la riduzione da dieci a sei del numero di pazienti per infermiere abbatte il rischio di mortalità del 20%.
IN ABRUZZO. Nella nostra regione lavorano 2.706 medici e 6.046 infermieri, per un rapporto che si ferma a 2,2. La media nazionale, invece, è di 2,5. In realtà gli infermieri mancanti nelle piante organiche abruzzesi sono 2.069. Un dato che farebbe salire il rapporto medici-infermieri a 1 a 3.
IN ITALIA. Nel nostro Paese sono in servizio 105.056 medici e 264.604 infermieri. All’appello, parliamo sempre di infermieri, ne mancano ben 51.237. Le uniche regioni che non segnalano carenze di organico sono Emilia Romagna (24.2228), Friuli Venezia Giulia (7.878) e Valle d’Aosta (718 infermieri, a fronte di 328 medici). Sempre in Italia, non c’è alcuna regione che rispetti la media ideale di un infermiere ogni sei pazienti. Se l'Abruzzo è perfettamente in linea con quanto accade nel Bel Paese, la regione che si avvicina di più alla soglia fatidica è il Friuli Venezia Giulia, dove tuttavia è in servizio un infermiere per ogni 8 pazienti. A quota uno a nove ci sono Basilicata, la provincia di Bolzano, la Liguria, il Veneto e la Toscana. La regione con il rapporto più alto è la Campania (1 a 17), seguita dal Lazio (1 a 15), dal Molise (1 a 13), la Puglia e la Sicilia (1 a 12). Tutte le altre sono nella stessa situazione dell’Abruzzo.
LE CARENZE. Anche l’Organizzazione mondiale della sanità, nel documento sull’Italia predisposto per la sua 68ª assemblea generale in svolgimento a Roma, «sottolinea che percentualmente ci sono molti medici rispetto al numero di abitanti, ma pochi infermieri rispetto al numero di medici.
LO STRAORDINARIO. Secondo i dati del Fnopi circa il 40% degli infermieri occupati nel sistema sanitario nazionale svolge lavoro straordinario. «Di questo straordinario, conclude Fnopi che chiede un incontro urgente con il ministro Giulia Grillo, è in eccesso rispetto ai parametri normali». Una situazione destinata a peggiorare, conclude Fnoipi, considerando l’aumento dell’età media della popolazione italiana.
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