Incentivi e sostenibilità nel patto con 180 imprese
Regione e industrie aggiungono un ulteriore tassello alla “Carta di Pescara” Fra gli obiettivi disegnare una nuova strategia di specializzazione intelligente
PESCARA. Pacta sunt servanda, i patti devono essere rispettati. È questo il brocardo-vincolo che campeggiava ieri in una slide illustrata nella sala congressi della Fater a Pescara, a suggello della Carta di Pescara, il do ut des tra Regione e imprese volto a rilanciare soprattutto l’industria manifatturiera. Da una parte le imprese, che dovranno adeguarsi a parametri già delineati dall’amministrazione regionale, come sulla sostenibilità; dall’altra la Regione, che, "in cambio", allenterà qualche laccio per dare una spinta agli investimenti. Incremento del Pil regionale, e posti di lavoro.
E ieri, ad ascoltare la proposta regionale, il gotha dell’industria locale - con i rappresentanti, fra gli altri, tanto per citarne alcuni, dei colossi Sevel, Honda e Pilkington - ma anche della ricerca scientifica, coi due rettori Paola Inverardi e Luciano D’Amico, ai vertici dell’università di L’Aquila e Teramo.
Il piano, al quale dovrebbero aderire 180 imprese non solo regionali, lo ha descritto il vicepresidente regionale Giovanni Lolli (il vice ministro dello Sviluppo Economico, Teresa Bellanova, non ha potuto partecipare), insieme a Luciano Fratocchi, professore associato di Ingegneria economico gestionale dell’università dell’Aquila, Cristina Gerardis, direttore generale della Regione Abruzzo e Tommaso Di Rino, direttore del dipartimento dello Sviluppo economico della Regione.
Sul piatto – che ora però deve passare al vaglio di un delibera del governo regionale e fungere, come è stato definito ieri, da “collante” col mondo industriale – l’esecutivo ha messo, per quanto riguarda il comparto relativo all’automotive, alle scienze della vita, ma anche alle ricerche sullo spazio, al cosiddetto agrifood, la coltura agricola, e al settore della moda, una serie di incentivi. Fra i quali, una «riduzione significativa degli oneri fideiussori dovuti a garanzia della partecipazione a procedure di evidenza pubblica», per poi proseguire nella sperimentazione di strumenti innovativi di ingegneria finanziaria, la riduzione degli oneri di verifica e controllo periodico per le emissioni di reflui solidi, e, ancora, uno sconto del 30% sugli oneri di urbanizzazione primaria in fase di primo insediamento delle imprese, e della metà in caso di ampliamenti nello stesso sito industriale.
In cambio, la Regione alle aziende che potranno essere anche delle start up, chiederà una partecipazione attiva alle iniziative regionali, quali la strategia regionale di specializzazione intelligente o la definizione degli strumenti finanziari più adeguati. La Regione, inoltre, alle imprese che aderiranno alla Carta chiederà un'autocertificazione annuale e il possesso di certificazioni ambientali. Tra gli obiettivi della Carta, un innalzamento dell’occupazione al 75%, per la fascia d’età che va da 20 a 64 anni, un aumento degli investimenti di ricerca e sviluppo al 3% del Pil dell’Unione Europea e le riduzioni delle emissioni di gas serra del 20% rispetto al 1990.
Vito de Luca
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