Industria, c’è più fiducia ma meno lavoro

Crescono in Abruzzo produzione, fatturato e ordini. L’occupazione mostra però ancora il segno meno
L’AQUILA. L’industria abruzzese riprende a crescere, ma l’occupazione mostra ancora un dato negativo. È questa la sintensi dell’indagine congiunturale del Cresa, il centro studi delle Camere di commercio, basata sulle informazioni raccolte da Questlab presso un campione di 409 imprese manifatturiere abruzzesi con almeno 10 addetti. «Gli andamenti della produzione, del fatturato sia totale che estero, degli ordini sia nazionali che stranieri, sono positivi, cosi come accade già da diversi trimestri, e ci fanno ben sperare per il futuro» afferma il direttore del Cresa Francesco Prosperococco. La produzione è aumentata del 3,4% rispetto allo stesso trimestre del 2014. Hanno influito, in particolare gli andamenti registrati dalla produzione di mezzi di trasporto e da quella elettromeccanica ed elettronica (+9,6% e +4,3%).
Anche il fatturato cresce a livello tendenziale (+4,1%) e, come per la produzione, grazie in particolare alla fabbricazione di mezzi di trasporto (+12,3%). La dinamica del fatturato è stata influenzata anche dalla domanda proveniente dai mercati internazionali. Il fatturato estero è cresciuto in misura apprezzabile (+3,5%) con risultati particolarmente brillanti nella produzione di mezzi di trasporto e nella metalmeccanica.
Il portafoglio ordini aumenta, in particolare gli ordini interni (+4,0%). «E’ un segnale positivo», sottolinea il Cresa, «perché conferma l’inversione di tendenza rilevata nel trimestre precedente, oltretutto con un sensibile incremento dell’intensità e ampliamento del numero di settori coinvolti. Sembra quindi che si confermi e rafforzi il miglioramento del clima di fiducia sia delle famiglie che delle imprese nazionali».
Gli ordini esteri sono cresciuti leggermente meno (+2,9%) rispetto a quelli nazionali, ma l’aumento coinvolge un maggior numero di comparti tra cui, in particolare, quello chimico-farmaceutico (+7,1%). I livelli occupazionali mostrano a livello tendenziale risultati ancora negativi (-0,6%) ma meno pesanti rispetto a quelli del trimestre precedente. Diminuzioni occupazionali hanno riguardato la quasi totalità dei comparti, in particolare legno e mobili (-4,8%), mentre l’unico lievissimo incremento ha interessato il settore alimentare (+0,3%). Cali dei livelli di occupazione hanno interessato le imprese di tutte le dimensioni ma in particolare quelle più grandi (-0,9%).
Le previsioni degli imprenditori per il prossimo semestre sembrano mostrare un certo ottimismo: prevalgono valutazioni positive per la produzione, per il fatturato e per gli ordini sia interni che esteri. In particolare le opinioni favorevoli sono più diffuse tra gli imprenditori dei comparti alimentare, legno e mobili metalmeccanica e mezzi di trasporto. L’occupazione, invece, fa registrare una prevalenza di opinioni negative, soprattutto nei settori elettromeccanica ed elettronica, tessile e abbigliamento, legno e mobili, con la sola eccezione del comparto alimentare. «Dalle elaborazioni congiunturali, quindi, sembra si possa dire che il peggio è passato, considerando che si confermano i primi segni della ripresa» aggiunge il presidente del Cresa Giandomenico Di Sante.

