Interventi chirurgici in diretta al congresso dell’Acoi a Vasto

VASTO . Chirurghi abruzzesi a congresso, oggi a Vasto, per fare il punto sulla «Prevenzione delle complicazione operatorie in chirurgia laparoscopica dei laparoceli». A promuovere l’iniziativa che si...
VASTO . Chirurghi abruzzesi a congresso, oggi a Vasto, per fare il punto sulla «Prevenzione delle complicazione operatorie in chirurgia laparoscopica dei laparoceli». A promuovere l’iniziativa che si tiene a partire dalle 8 nella sala Aldo Moro, in piazza Rossetti, è Carmine Lanci, direttore dell’unità di chirurgia dell’ospedale di Vasto e responsabile scientifico dell’evento, in collaborazione con la sezione abruzzese dell’Associazione chirurghi ospedalieri italiani (Acoi), rappresentata dal coordinatore regionale, Roberto Vicentini, direttore della unità operativa complessa di chirurgia generale dell’ospedale dell’Aquila, e dal consigliere nazionale Massimo Basti.
UN NOME DIFFICILE. Il laparocele, semplificando il concetto, è un’ernia che si forma sulla cicatrice di un precedente intervento chirurgico che ha interessato l’addome.
È una complicazione, a volte anche grave, sulla quale bisogna re-intervenire a livello chirurgico. Si manifesta in una percentuale di pazienti operati compresa tra l’1% e il 20%, secondo dati Acoi, con la tradizionale chirurgia “laparotomica”, interventi per i quali il chirurgo esegue un’incisione sull’addome di alcuni centimetri, a seguito della quale può verificarsi un cedimento della parete muscolare interna. A causa dell’età, di uno sforzo, oppure del sovrappeso, o peggio ancora, di obesità patologica, sulla cicatrice si forma il laparocele, che può essere rimosso in modo tradizionale o per via laparoscopica.
INTERVENTO IN DIRETTA. L’evento si svolge nella sala Aldo Moro collegata in video con la sala operatoria dell’ospedale “San Pio” di Vasto, dove saranno eseguiti in diretta alcuni interventi. Chirurghi di diverse regioni porteranno la loro esperienza per standardizzare la tecnica mini-invasiva della chirurgia laparoscopica dei laparoceli e allo stesso tempo prevenirne le complicanze.
LA CHIRURGIA A VASTO. Contributo importante sarà offerto dalla Chirurgia di Vasto, che oltre all’attività ordinaria, svolge anche day surgery e chirurgia d’urgenza, con oltre mille interventi annui. Il reparto utilizza la tecnica laparoscopica (quella che prevede un’incisione minima, sufficiente a introdurre lo strumento chiamato laparoscopio), per trattare gran parte della patologia delle vie biliari, in quella oncologica, gastroenterica e colo-rettale, e nella patologia di parete tra cui il laparocele.
LA CURA. L’unico trattamento possibile è quello chirurgico che può essere affrontato per via tradizionale “open”, o laparoscopica, e quindi mini-invasiva. Quest’ultimo approccio consente di accedere alla cavità addominale attraverso 3-4 fori di 0,5-12 millimetri, dai quali si inserisce lo strumento operatorio munito di telecamera. Una tecnica per la quale è necessaria grande abilità da parte del chirurgo, ma che consente di ridurre il dolore post-operatorio, i tempi di recupero e l'ospedalizzazione del paziente.
L’ACOI. L’Associazione dei chirurghi ospedalieri italiani, ha come finalità la valorizzazione dell’attività chirurgica nelle strutture ospedaliere italiane e la difesa degli interessi morali, normativi ed economici della categoria ed è impegnata nella promozione di attività scientifica, di ricerca, di aggiornamento professionale e di formazione permanente degli associati. «Esiste una scuola chirurgica italiana», si legge in una nota dell’associazione, «che è patrimonio di tutti. Esiste anche una gloriosa tradizione ospedaliera: ambizione dell’Acoi è di esserne la voce». Al congresso prenderanno parte in qualità di discenti, oltre a chirurghi di varie specialità, anche anestesisti, medici di medicina interna e di medicina generale e infermieri. Si prevede un’affluenza di circa 100 partecipanti.
L’agenzia locale che ha curato i servizi di organizzazione è la Athena Congressi di Pescara. (u.c.)

