L’abruzzese Mauro a caccia di talenti con Endeavor Italia

Il manager pescarese guida l’organizzazione no-profit che supporta le imprese ad alto potenziale di crescita
PESCARA. Parla (un po’) abruzzese Endeavor Italia, la costola nazionale della società di venture nata nel 1997 a New York. Raffaele Mauro, pescarese, laurea in Economia a Pescara (il padre Giuseppe Mauro, è docente di Economia politica alla d’Annunzio) master in Bocconi, specializzazione in finanza internazionale a Harvard e in tecnologie emergenti alla Singularity University, ultimo lavoro in Intesa Sanpaolo come Head Finance for Innovation, è il nuovo managing director del ramo italiano della società no-profit. La mission di Endeavor è promuovere la crescita economica, l’imprenditorialità e l’innovazione sostenendo imprenditori e società nella fase di scale-up, ovvero le imprese che hanno superato il periodo iniziale di start-up e hanno le potenzialità per attuare una fase di espansione.
Endeavor è più di una società di venture capital. Nasce infatti grazie a una rete locale di donatori e fa leva sul proprio network internazionale di mentor, advisor, e uffici operativi (millecinquecento investitori e imprenditori affiliati, che generano 8 miliardi di dollari di fatturato in 25 paesi, con un tasso di crescita media per le aziende che ne costituiscono il portafogli del 168%), per contribuire a portare l’ecosistema imprenditoriale italiano verso un nuovo modello di sviluppo. Tre le leve di Endeavor: accesso ai mercati esteri; accesso al capitale attraverso road show privati o Endeavor Catalyst, un fondo di co-investimento; accesso al talento con la possibilità per gli imprenditori supportati di partecipare agli Endeavor leadership programm nelle università americane di Harvard e Stanford.
«I vantaggi e il ritorno per l’imprenditorialità italiana sono molteplici», afferma Raffaele Mauro, «le attività di Endeavor Italia infatti contribuiranno ad attirare capitali esteri nel nostro paese e, prioritariamente, aiuteranno gli imprenditori ad avere successo e diventare essi stessi degli esempi, mentor e investitori per le prossime generazioni. Endeavor», continua Mauro, «basa infatti il proprio modello sul concetto di Give Back, ovvero la selezione di profili capaci di reinvestire la propria credibilità, know-how e disponibilità finanziaria nelle generazioni successive di imprenditori». In una battuta Mauro esemplifica così il senso di Endeavor: «Vorremmo cercare l’Eataly del futuro». Intanto è in uscita l’ultimo libro di Mauro, scritto a quattro mani con Francesco De Collibus. Si intitola “Hachinf Finance, la rivoluzione dei bitcoin e della blochchain”, un testo decisivo per capire l’innovazione finanziaria che nasce dal basso, alle spalle dei grandi attori della finanza mondiale. (a.d.f.)

