L’Abruzzo “apripista” nello spaghetto veloce

1 Ottobre 2014

Rustichella presenta la pasta che cuoce in 60 secondi, Verrigni in 3 minuti «Un prodotto di qualità che va incontro alle nuove esigenze di mercato»

PESCARA. C'è chi si presenta ai buongustai locali, c'è chi si riaggancia alla mostra sul Futurismo che si è chiusa di recente a New York e sceglie l'America per sottolineare come quello della pasta veloce sia il mercato del futuro nel settore dell'alimentazione. In ogni modo l'Abruzzo ne esce protagonista a conferma di una tradizione che risale all'antico spaghetto alla chitarra. Apripista di un nuovo modo di cucinare, pur dovendo conservare tutte le proprietà organolettiche e nutritive della pasta, nel segno del cambiamento dei tempi.

Non a caso il tempo medio dedicato dagli italiani alla tavola è diminuito negli anni a causa degli impegni di lavoro e, diciamocelo, della crisi. Dalle due ore di qualche tempo fa, all'oretta "rosicchiata" agli appuntamenti in agenda, fino agli sbrigativi 20 minuti sotto l'ufficio e davanti al bar.

Va un po' meglio per la cena, quando al rientro in casa c'è evidentemente più tempo per sedersi a tavola e mangiare con più calma, ma sicuramente con più stanchezza. E anzi, in Italia c’è maggiore disponibilità rispetto alle abitudini in Europa, dove, in particolare nelle grandi capitali, il tempo per mangiare si riduce spesso a uno snack o a un panino al "corner's".

Ma se i ritmi sono sempre più frenetici, perché non andare incontro alla domanda e offrire velocemente un prodotto di massa e universalmente riconosciuto come la pasta?

Mangiare bene e sano in poco tempo. Come fare? In tanti si sono posti questo interrogativo, convinti che la soluzione sarebbe stata la "chiave" per sfondare. È stata proposta la cucina al vapore, la pasta precotta da mettere soltanto nel forno o da far saltare in padella. Ma mai i tempi si sono accorciati come sono riusciti invece a fare due pastifici abruzzesi lasciando, appunto, inalterate le sane caratteristiche dello spaghetto.

Uno dei due, Rustichella d'Abruzzo, di Pianella, ha brevettato il modo di far bollire la pasta in un minuto (in realtà, qualche decina di secondi in più) dal momento in cui si "butta" nell'acqua. E l'altro pastificio, che è Verrigni di Roseto, è risalito fino a tre minuti. Una “corsa allo spaghetto buono e veloce” e dove a trionfare dovrebbe essere, almeno in questo settore, il made in Italy con il made in Abruzzo.

Rustichella e Verrigni così vicini, così lontani nelle strategie di marketing. Rustichella della famiglia Peduzzi è il pastificio che ha scelto New York per presentare il suo spaghetto rapido, puntando su un mercato, quello americano, che evidentemente è avanti nelle abitudini veloci e dà soddisfazioni al pastificio. «L'estero per noi rappresenta il 60 per cento del mercato, il 20 per cento è in Asia e solo ciò che resta è diviso tra l'Italia e l'Europa», spiega il presidente Gianluigi Peduzzi, appena tornato dalla Cina e in procinto di partire per l'America.

Verrigni, invece, proprio ieri ha organizzato la prima del suo "spaghetto al volo" ne temporary store di piazza Salotto a Pescara. Aspetto comune delle presentazioni è che i due pastifici si sono rimessi alle mani esperte di due chef stellati come William Zonfa (per Rustichella di scena prossimamente a New York) e Marcello Spadone (Verrigni ieri a Pescara) per far risaltare le qualità dello spaghetto.

«Anche se, ricordo, che in questa avventura è stato determinante il consiglio dell’amico Ettore Bocchia», racconta Francesca Petrei Castelli Verrigni, orgogliosa del nuovo prodotto: «Lo scopo è non sacrificare il palato perseguendo la necessità di soddisfare una ristorazione di alto livello ma al servizio di brunch veloci e talvolta “numerosi”, uno spaghetto che permetta di esaudire i tanti appassionati di pasta senza scendere a compromessi».

«Rustichella», rammenta a sua volta Gianluigi Peduzzi, «già nel 2005 aveva sviluppato un progetto di pasta a cottura veloce con il famoso chef Mario Batali di New York per i suoi ristoranti di Las Vegas dove chi gioca nei casinò non può spendere più di dieci minuti per mangiare». Ma quando si tratta di spiegare come è stato possibile realizzare un tipo di pasta così veloce, prevale la riservatezza. «Questione di trafilatura», spiegano genericamente nei due pastifici attenendosi al segreto industriale. Adesso non resta che assaggiare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA