L'Abruzzo celebra la Liberazione: corone per i caduti e cerimonie in forma ristretta / FOTOGALLERY

25 Aprile 2021

All'Aquila e Pescara sindaco e prefetto ricordano i martiri della lotta al nazifascismo

PESCARA. A causa dell'emergenza Covid l'Abruzzo, per il secondo anno consecutivo, celebra il 25 aprile senza cortei e manifestazioni in piazza che un tempo chiamavano a raccolta centinaia di cittadini, musicisti e autorità. L'Aquila, Pescara, Chieti e Teramo ripiegano su iniziative simboliche nei luoghi chiave della lotta al nazifascismo.

Il 76esimo anniversario della Liberazione diventa così un momento intimo e raccolto per ricordare la memoria dei martiri e dei caduti che sacrificarono la loro vita per liberare l'Italia dalle truppe nazifasciste. 

L'AQUILA. All'Aquila la cerimonia solenne, in forma ristretta, per il 25 aprile si è tenuta all'interno della caserma “Pasquali-Campomizzi”. Presenti il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, il prefetto Cinzia Torraco, il comandante del IX Reggimento alpini Gianmarco Laurencig e il presidente del consiglio comunale Roberto Tinari. 

Anche il segretario del Pd Abruzzo, Michele Fina, depone un fiore in piazza Nove Martiri in onore dei nove martiri aquilani che furono trucidati nel settembre del 1943. Fina ha scelto piazza Nove Martiri per aderire, come il Pd nazionale, all’iniziativa promossa per il 25 aprile dall’Anpi “Strade di Liberazione”, che definisce “bella e particolarmente giusta. Serve anche a ricordare quanto le strade e le piazze delle nostre città siano giustamente intrise di Resistenza, perché è dalla Resistenza che la nostra democrazia e il nostro tessuto civile provengono”.

PESCARA. A Pescara l'amministrazione comunale ha tributato un omaggio floreale con i colori della bandiera italiana ai patrioti pescaresi della guerra di liberazione dal nazifascismo, i cui nomi sono iscritti sulla lapide apposta nel 1947 all’ingresso di Palazzo di città. Il sindaco Carlo Masci e il presidente del consiglio comunale Marcello Antonelli hanno voluto così ricordare i caduti per la libertà, prima della cerimonia istituzionale a piazza Garibaldi assieme al prefetto Giancarlo Di Vincenzo, al questore Luigi Liguori, al presidente della Provincia Antonio Zaffiri e ai rappresentanti della forze armate e di Assoarma. Le cerimonie per la celebrazione della festa nazionale del 25 aprile si sono tenute senza discorsi ufficiali e con le sole bandiere italiane.

«Le prescrizioni per il contenimento dei rischi di contagio da Covid 19 – così Masci e Antonelli – hanno purtroppo impedito di celebrare pienamente la festa della liberazione come momento di condivisione della nostra storia. Il Comune ha comunque inteso ricordare le due medaglie d’oro al valor militare alla memoria per la resistenza, Renato Berardinucci e Vermondo Di Federico, fucilati dai tedeschi ai cimitero di Arischia l’11 giugno 1944. Avevano 23 e 20 anni. Erano ambedue originari di Picciano e per questo motivo abbiamo voluto al nostro fianco il sindaco Vincenzo Catani. Il prossimo 1 giugno celebreremo ufficialmente il centenario della nascita di Berardinucci con il coinvolgimento dei parenti dei due patrioti che si scagliarono contro il plotone d’esecuzione e con questo gesto di eroismo consentirono ai compagni Umberto Collepalumbo e Giuseppe Padovano di sottrarsi allo stesso tragico destino che li strappò giovanissimi alla vita».

VASTO. La Società vastese di storia patria ha realizzato il video “L'Abruzzo tra esilio e confino nell'esperienza di intellettuali antifascisti” con interventi di Antonio Mucciaccio, Nicola D'Adamo, Gianfranco Rastelli, Luigi Medea e Gabriella Izzi Benedetti. Letture di Raffaella Zaccagna e Simona Cieri. "La Società vastese di storia patria Luigi Marchesani - spiega la presidente Gabriella Izzi Benedetti  -  cerca di anno in anno di promuovere la memoria dei fatti relativi alla liberazione dal nazifascismo, che si celebra il 25 aprile.  Allontanandoci nel tempo da quei tragici episodi, se essi non vengono riproposti alle giovani generazioni, se i giovani vengono privati di conoscenze, consapevolezze, riflessioni, si rischia un vuoto storico che verrà riempito da travisamenti, che verrà banalizzato, e non aiuterà nella loro crescita  culturale, e soprattutto morale. Oltre ai giovani, la memoria dei fatti ci riguarda tutti, e tutti dobbiamo esserne coscienti e informati”.

Questo il link per vedere il video:
https://www.youtube.com/watch?v=qe9tpYy8uVE&t=2707s