L'Abruzzo e le pari opportunità: "Nell’impresa sono un valore aggiunto"

Tinari è nella squadra nazionale di “Confindustria giovani” dove si occupa di responsabilità sociale e politiche di genere
L’AQUILA. Lo sguardo di ragazzina acqua e sapone, con la frangetta che le copre la fronte e l’abbigliamento curato nei minimi particolari la fanno assomigliare all’eterna studentessa universitaria. Invece Laura Tinari è un'imprenditrice aquilana di 32 anni che dal un piccolo studio di comunicazione è finita ai vertici nazionali del gruppo giovani imprenditori di Confindustria, presieduto dal torinese Marco Gay. Una “piccola donna che cresce” come le quattro sorelle March del romanzo di Louisa May Alcott, in cui bambine con ambizioni confuse diventano persone consapevoli di sé e delle proprie capacità. E fanno carriera.
Laura ha cominciato la sua avventura imprenditoriale nel 2006, a 24 anni, quando ancora non era terminato il suo percorso universitario. «Avevo una buona dose d’incoscienza», dice di sè. Al suo fianco, però, il compagno giusto d'avventura: Stefano, suo partner per anni anche nella vita privata. Nel 2009 arriva il sisma che distrugge lo studio e la casa in cui vivono, a un passo da quello che Laura chiama «il triangolo della morte»: la Casa dello studente, gli edifici crollati di via Sturzo e Campo di Fossa. Il terremoto non distrugge, però, il loro entusiasmo e insieme ricominciano nella «casetta di legno», alla periferia ovest della città. Da quel momento la vita di Laura è un crescendo di esperienze, progetti, rapporti con Confindustria nazionale. Il 2014, poi, l'anno della svolta proprio in Confindustria. Oggi Laura è una donna impegnata per le donne, con all'attivo progetti rivolti alla parità di genere, come “L'Aquila città per le donne”, che propone le cittadine come protagoniste di una ricostruzione strutturata a loro misura. Ma senza abbandonare la sua nuova creatura, “Elle”, studio di comunicazione inserito all'interno di un coworking. Per lei, un ritorno in centro storico.
A 32 anni lei non è soltanto un'imprenditrice.
«Sono componente della squadra di presidenza nazionale dei Giovani imprenditori di Confindustria con delega alla responsabilità sociale d'impresa e politiche di genere. E poi vicepresidente del gruppo dei giovani imprenditori di Confindustria Gran Sasso e, infine, della commissione pari opportunità della Regione in rappresentanza di Confindustria Abruzzo».
Ma non si stanca mai?
«Ho sempre una buona dose di energia che mi accompagna. Da bambina sognavo di essere medico o insegnante. Poi ho preso tutt'altra strada e non mi pento. Alla base della mia scelta c'è stato anche il non sapere realmente che cosa mi aspettasse. Mi sono buttata, seguendo l'istinto».
Ha avuto anche la fortuna di avere al suo fianco la persona giusta.
«Sì. E' importante avere accanto persone positive nel lavoro e nella vita. Con lo studio Comunico, aperto con Stefano, sono cresciuta professionalmente in un contesto non facile, perché L'Aquila è una città piccola nella quale per alcuni servizi ci si deve affidare sempre alle stesse persone».
Come è arrivata in Confindustria nazionale?
«Ho cominciato frequentando il gruppo giovani di Confindustria nella mia provincia e, subito dopo, a Roma. Nel 2009 ho fatto un'esperienza alla presidenza del Consiglio dei ministri, dove ho approfondito tematiche di genere lavorando al G8 delle pari opportunità, nell'ambito del G8 in Italia.Nel 2014 si cominciò a parlare di elezioni e di una nuova presidenza del movimento dei giovani imprenditori under 40. Sono stata scelta per rappresentare l'Abruzzo al momento della costituzione della squadra di presidenza, nonostante non avessi alle spalle una grande impresa e nonostante la mia giovane età. Una tappa importante per me, perché alla base di un ruolo di questo livello ci devono essere le competenze, l'impegno, la voglia di portare avanti i progetti e il lavoro associativo».
Sarà un periodo impegnativo.
«La presidenza è cominciata nel maggio 2014 e terminerà nel 2017. Un periodo che sarà ricco d'impegni e progetti, ma anche di “divertimento”. Da febbraio il consiglio centrale _ il nostro piccolo parlamentino _ del movimento è diventato itinerante per avvicinarsi ai territori. Impegni istituzionali che il 16 e 17 aprile si terranno all'Aquila su richiesta del nostro comitato regionale, alla presenza del presidente Gay».
Che cosa significa per lei impegnarsi per le pari opportunita?
«Vuol dire contribuire a una piccola rivoluzione culturale, e poi politica e imprenditoriale, a partire dalle piccole cose come la conciliazione tempi-lavoro e una rappresentazione del ruolo della donna più vicina al contributo che dà alla vita sociale, politica ed economica del Paese. La sfida per le aziende è leggere la presenza delle donne al comando di un'impresa come integrazione tra capacità, professionalità, e mai come opposizione all'uomo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

