L’Abruzzo è con Mattarella si vaccina il 95% dei bambini

27 Ottobre 2016

Risultati in linea con quanto auspicato dal presidente della Repubblica e sopra la media nazionale. I pediatri: «Abbiamo saputo parlare alle famiglie»

PESCARA. Per il vaccino contro la poliomelite si è attestato sul 95.72%, per quello contro la difterite sul 95.71%, per l’antitetano ancora sul 95,72, e, ancora, sul 95.71% per quanto per l’epatite B. Sono i risultati raggiunti nel 2015 dall’Abruzzo per quanto riguarda la copertura vaccinale cosiddetta obbligatoria per i bimbi da zero a 24 mesi: dati che portano la regione non solo al disopra della media nazionale, al 93.4%, ma anche al di là della soglia considerata ideale, che è del 95%.

In questa particolare graduatoria l’Abruzzo è una delle sei regioni virtuose (le altre cinque sono Basilicata, Lazio, Calabria, Piemonte e Sardegna) che sono andate al di sopra dello standard di sicurezza nella protezione delle malattie, come si deduce dai dati pubblicati dal ministero della Salute, calcolati in base ai riepiloghi inviati dalle Regioni e dalle pubbliche amministrazioni.

Non solo, è stata anche superata la soglia ideale di copertura del 95% per i vaccini, non obbligatori ma raccomandati, contro la pertosse e la Hib, ovvero la Hemophilus influenzae di tipo B, tutt’e due con il 95.71%, mentre la media nazionale è stata, rispettivamente, del 93.33% e 93.03%.

La regione Abruzzo sembra aver recepito la necessità della vaccinazione, anche prima dell’appello, dell’altro ieri, lanciato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata nazionale sulle vaccinazioni, indetta dalla società della pediatria.

Il richiamo del capo dello Stato è stato di «contrastare con decisione gravi involuzioni, come accade ad esempio quando vengono messe in discussione sulla base di sconsiderate affermazioni prive di fondamento, vaccinazioni essenziali per estirpare malattie pericolose ed evitare il ritorno di altre, debellate negli anni passati».

Per quanto riguarda poi le vaccinazioni non obbligatorie, ma raccomandate, per quella contro il morbillo la copertura regionale è stata dell'84.3%, sotto la media nazionale (85.29%). Allo stesso modo sono andati i vaccini contro la parotite, la rosolia, la varicella il meningococco C coniugato e lo pneumococco coniugato.

«Il risultato che pone l’Abruzzo tra le regioni virtuose è il frutto dell’accordo tra i pediatri abruzzesi», spiega la dottoressa Concetta De Palma, pediatra a Pescara, «e sotto quest’aspetto parlo sia della Asl di Pescara, sia, penso di poter affermare, delle altre Asl della regione». La chiave per il raggiungimento e l’oltrepassamento della soglia di sicurezza contro le gravi malattie, secondo la pediatra passa attraverso il coinvolgimento delle famiglie: «È fondamentale instaurare una buona comunicazione con la popolazione. In questo caso, noi pediatri abbiamo trasferito il nostro sapere facendo comprendere da una parte l’efficacia della vaccinazione, e, dall’altra, la sicurezza dei vaccini. Ai genitori noi pediatri», prosegue il medico, «abbiamo parlato dell’importanza del diritto del bambino ad ottenere una prevenzione. Bisogna capire l’importanza di tale aspetto anche alla luce del fatto che ora, a causa dei flussi migratori, sono tornati a circolare virus e malattie che sembravano destinati a rimanere solo sui libri. Inoltre», conclude, «per quanto riguarda il risultato ottenuto in Abruzzo, anche per la campagna vaccinatoria relativa ai vaccini raccomandati, si può parlare di successo».

Vito de Luca

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