L’agricoltura sente la ripresa 350 espositori da oggi a Lanciano

10 Aprile 2015

Presenze record per la 54esima Fiera dedicata al settore primario (stand aperti fino a domenica) Ferrante: «Il mercato sta cambiando: investimenti crescenti per il cibo di qualità»

LANCIANO. La vetrina d'Abruzzo celebra il rilancio del settore primario. Apre oggi a Lanciano, fino a domenica, la 54esima edizione della Fiera dell'Agricoltura, rassegna regina dei padiglioni di Lancianofiera e vero e proprio appuntamento di stagione che richiama migliaia di visitatori da tutto Abruzzo. Che l'agricoltura fosse seguita in regione lo dimostra l'attenzione che da sempre questa rassegna ha suscitato tra espositori e visitatori, ma quest'anno, complice quel segno più che accompagna i vari settori dell'agricoltura, c'è un interesse maggiore e più vivace. Lo si nota ad esempio dal numero degli espositori, oltre 350, che ha fatto segnare il tutto esaurito degli spazi, cosa che non accadeva da anni. E lo si vede anche dalla varietà di prodotti e attrezzature messi in vetrina. Tanto che è già in programma una fiera tutta specializzata, “AgriFutura”, dedicata alla tecnologia e innovazione per le macchine agricole.

Il ritorno alla terra. Perchè questo ritorno alla terra? Cosa spinge i produttori e gli imprenditori agricoli a investire ancora nel settore primario? «Ho notato un crescente interesse da parte dei consumatori per tutto ciò che è biologico, di qualità, che rispetti la biodiversità e che sia a chilometro zero», considera il presidente di Lancianofiera, Franco Ferrante «tutto questo fa parte di una nuova consapevolezza rispetto al cibo che produciamo e che consumiamo e che sta creando un vero e proprio mercato a sè all'interno del comparto agricolo. Il settore che tira di più è sempre quello dell'agroalimentare». «Del resto» prosegue Ferrante «se il negozio Eataly di New York (il brand creato da Oscar Farinetti che mette in vendita tutte le eccellenze italiane ndc) è la terza attrazione più visitata dopo l'Empire State Building e il Metropolitan Museum ci sarà un motivo. I nostri prodotti sono i più richiesti e apprezzati del mondo e ce ne stiamo accorgendo di giorno in giorno anche in Italia».

Imprenditoria femminile. Segno positivo anche per il fenomeno dell'imprenditoria rosa. Sono sempre di più le donne che decidono di avviare imprese agricole. Questo grazie a incentivi regionali, statali ed europei, ma anche perché, spiega il direttore Cia della provincia di Chieti, Alfonso Ottaviano, «l'attività agricola continua a far registrare numeri positivi in generale». «Solo nella provincia di Chieti» prosegue Ottaviano «sono 14mila le imprese iscritte alla Camera di commercio. Quanto alle donne si registra un incremento annuo del 5-10%, numeri più che soddisfacenti». Ad attirare, oggi più che mai, è la produzione vitivinicola. Ogni giorno è un pullulare di nuove etichette. E le fiere, come quella dell'Agricoltura, cominciano a svolgere un ruolo fondamentale in tutto questo fermento. «Si è capito che bisogna promuoversi per contare nei mercati globali», afferma Ottaviano «oggi si cerca di non ripetere gli errori del passato circa la mancata pubblicità dei nostri prodotti. Anche al Vinitaly, nonostante i costi molto elevati, c'è stato il boom di presenze dall'Abruzzo. La Fiera dell'Agricoltura inoltre ospita anche stand di servizi: oggi si parla di più e meglio di agricoltura, le persone vogliono essere informate su tutto quello che riguarda il settore e aumenta anche l'indotto attorno al comparto». Si tratta di aziende di trasformazione dei prodotti che, anche in questo caso, sono in larghissima maggioranza biologici.

La svolta green. La Fiera dell'Agricoltura pensa anche “in verde”. Questo grazie ad una convenzione con l'azienda di trasporti Sangritana per promuovere la mobilità sostenibile. I visitatori che si recano in fiera con un biglietto del treno, di un bus navetta Sangritana o di qualsiasi mezzo pubblico, da quest'anno avranno diritto ad una riduzione del 50% sul biglietto d’ingresso.

Agricoltura dei parchi. Svolta anche per le produzioni di nicchia e di altura. Lo testimonia Giuseppe Marcantonio, agronomo del Parco nazionale della Maiella che parlerà di agrodiversità in un convengo domenica alle 10 in fiera. «La produzione agricola in montagna e nei parchi» specifica Marcantonio «è un progetto avviato già da qualche anno e che sta prendendo sempre più piede. Abbiamo notato che non solo possono coesistere agricoltura, zootecnia, apicoltura in una riserva naturale, ma che l'interesse dei consumatori e turisti è fortissimo e crescente». «Per le zone marginali come quelle montane» spiega l'agronomo «non è rimasto altro da fare che coltivare prodotti di filiera corta, di qualità e biologici, riscoprendo le varietà tradizionali. Ci sono frutti, cereali, legumi (come il fagiolo suocera e nuora) e grani (come la solina) che stanno vivendo un momento di forte interesse. Molte varietà di frutti le coltiviamo inoltre in quelli che chiamiamo “campi-vetrina”, ovvero dei giardini botanici che hanno il doppio scopo di proteggere le biodiversità e mostrarle ai visitatori. Se stiamo lavorando in questo senso è perché ci crediamo e perché i risultati sono positivi: sono tantissimi i giovani che avviano nuove aziende agricole, e naturalmente la promozione delle fiere è fondamentale». Del resto anche Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, lo ripete spesso: «Il futuro è la terra».

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