L’alternativa della casa passiva: costa ma si ripaga

LANCIANO. Una casa a "chilometro zero". Che cos'è? Come si progetta? E chi la costruisce? La "passive house", casa passiva in italiano, è la nuova frontiera dell’edilizia. Edifici e costruzioni...
LANCIANO. Una casa a "chilometro zero". Che cos'è? Come si progetta? E chi la costruisce? La "passive house", casa passiva in italiano, è la nuova frontiera dell’edilizia. Edifici e costruzioni concepite per vivere nel comfort, ma a basso impatto per il territorio e l'ambiente grazie alla quasi totale riduzione degli sprechi di energia e all'utilizzo di materiali sostenibili.
Si può realizzare una passive house dal niente, oppure intervenire su edifici già esistenti per ottimizzarli a livello energetico. Per discutere di passive house e delle future applicazioni, la Bianco Infissi, azienda familiare fondata nel 1960 e con sede San Vito Chietino, ha proposto un percorso formativo riservato a professionisti, in sinergia con altre aziende locali. Tema degli incontri formativi è l'impatto ambientale: la sfida è pensare ad un “futuro green” anche in Abruzzo.
In linea con il risparmio energetico, il filo conduttore dell’iniziativa è il co-marketing con aziende locali come la Cantina Eredi Legonziano che ha ospitato il primo appuntamento del percorso formativo. Non a caso è stata scelta una cantina per ospitare il corso.
Il concetto è lo stesso che spinge gli agricoltori e produttori vitivinicoli della zona: sfruttare al meglio ciò che il territorio offre a pochi chilometri dalla propria casa, che siano terreni, coltivazioni di viti, oppure artigiani di infissi e produttori di materiali coibendanti.
Ci sono già 200 case passive in Italia. Il loro costo complessivo è di circa il 15% in più rispetto al prezzo medio di mercato, ma si abbattono quasi completamente i costi energetici e l'immobile conserva molto di più il valore nel tempo. Il concetto si può applicare anche agli edifici pubblici.
La progettazione sta riguardando anche la riqualificazione del palazzo comunale di Vasto e diversi edifici pubblici in Abruzzo. «L’idea che ha diretto il tutto è stata quella di unire le forze per la promozione di prodotti locali nell'ottica della valorizzazione delle eccellenze presenti sul territorio. Pensiamo al futuro cercando di promuovere progettazioni e ristrutturazioni nel rispetto delle normative europee che obbligano ad azzerare il consumo di energia da fonti inquinanti per le nostre abitazioni», dichiarano Annarita e Gianluca Bianco, dell’azienda Bianco Infissi, «siamo convinti che qui ci siano tante aziende con grandi potenzialità. Il fare artigianale e la passione per i prodotti locali realizzati con tecnologia all'avanguardia possono essere il vero volano per l’economia locale della riqualificazione. Non consumare è il massimo risparmio su cui investire».
Daria De Laurentiis
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