L’Aterno-Pescara si può rilanciare come un Flumen

22 Gennaio 2016

PESCARA. E se il bacino dell’Aterno-Pescara venisse considerata come un’unica area di crisi che attraversa 69 comuni? L’idea viene da una società di consulenza, Pentadvisory, e poggia sulle risorse...

PESCARA. E se il bacino dell’Aterno-Pescara venisse considerata come un’unica area di crisi che attraversa 69 comuni? L’idea viene da una società di consulenza, Pentadvisory, e poggia sulle risorse assicurate da una legge nazionale del 2013 destinata proprio al risanamento delle “ aree di crisi industriale complessa”, soggette a recessione economica e perdite occupazionali. Due ingredienti che non mancano alle province coinvolte, quelle dell’Aquila, Chieti e Pescara (Teramo è coinvolta marginalmete con il comune di Pietracamela).

Il progetto, denominato Flumen e supportato dalla BPER, è stato presentato ieri a Pescara e dev’essere ora valutato e fatto proprio dalla Regione Abruzzo, per poi passare al vaglio di Invitalia per i piani concreti di riconversione e riqualificazione industriale. Potenzialmente ci può stare di tutto, dalla ricostruzione delle strutture produttive nel cratere aquilano al rilancio del sito di Bussi, fino alla riconversione di imprese sane che intendono comunque investire sul proprio futuro. Il primo passo sarà l’attivazione di una “rete di promotori”, un nucleo iniziale di dieci aziende che dovranno definire obiettivi e contorni del progetto, coinvolgendo anche i sindacati.