L’avvocatessa che sfida la troppa burocrazia in Regione

31 Dicembre 2014

PESCARA. È nata a Genova, vive a Roma, è sposata e mamma, è legale (fuori ruolo) dell’Avvocatura dello Stato e non vede l’ora di mettersi alla guida della Regione Abruzzo nel ruolo, tutto nuovo, di...

PESCARA. È nata a Genova, vive a Roma, è sposata e mamma, è legale (fuori ruolo) dell’Avvocatura dello Stato e non vede l’ora di mettersi alla guida della Regione Abruzzo nel ruolo, tutto nuovo, di direttore generale. Della serie, più potente di lei è soltanto il governatore. Cristina Gerardis, 42 anni, è il volto del vento di rinnovamento che spira nella macchina burocratica regionale. Una donna “tosta”, che passa per essere una grande lavoratrice (lei stessa dice di essere una “secchiona”, una che ha sempre studiato molto) portata a sorridere, sì, ma anche a sferzare. L’Abruzzo l’ha cominciata a conoscere nel processo per la discarica di Bussi dove lei, come Avvocatura dello Stato, era tre le parti civili rimaste “sconvolte” dalla sentenza di assoluzione di primo grado. Un’esperienza sul campo.

«Chi meglio di un avvocato dello Stato, che si occupa di patologie dell’amministrazione, può farla funzionare in positivo?», risponde a chi le domanda quali sono le sue aspettative.

Di certo la Gerardis si appresta a vivere un impatto con un apparato burocratico che nessuno finora è riuscito a far dimagrire. «La mia sede di lavoro sarà L’Aquila, ma mi sposterò anche a Pescara, insomma vado dove serve», ripete lei, chiedendo fin da ora collaborazione.(a.mo.)