L’idea: indennità dimezzate e mille euro a chi non lavora

17 Marzo 2016

PESCARA. Un giro di vite sui costi della politica e in particolare sulle indennità e sui rimborsi spesa percepiti dai consiglieri regionali. Con l’obiettivo di anticipare e di superare nei suoi...

PESCARA. Un giro di vite sui costi della politica e in particolare sulle indennità e sui rimborsi spesa percepiti dai consiglieri regionali. Con l’obiettivo di anticipare e di superare nei suoi stessi contenuti la riforma costituzionale che sarà oggetto di referendum entro l'autunno.

Si apre il dibattito intorno alla proposta di legge varata direttamente dalla presidenza della giunta regionale che se andasse in porto attribuirebbe al massimo 4,411mila euro lordi, quanto il sindaco del capoluogo di regionale, a ciascun consigliere contro gli attuali 7-8mila euro mensili.

Il disegno va a modificare la legge regionale n.40 del 10 agosto 2010 ed entra nel merito delle tre forme di indennità spettanti ai consiglieri: l’indennità di carica, “all inclusive” di diaria, rimborsi spesa gettoni di presenza – passerebbe a 1000 euro più bassa della "congrua" prevista per il clero di 1.680 euro; l'indennità di funzione, in relazione all'incarico ricoperto (presidente, componente la giunta, presidente di commissione, capo gruppo) non potrà superare i 2.000 euro complessivi lordi; una indennità variabile, che ha la finalità di colmare la perdita del reddito lavorativo per coloro che vi rinunciano dedicandosi totalmente all'attività di legislatore e amministratore regionale: ebbene questa indennità sarà pari al reddito percepito prima dell’entrata in carica, mentre chi non ha fonti di reddito prenderà un minimo di 1.000 euro lordi.

In ogni caso il progetto di legge prevere che la somma delle indennità non potrà superare le 4.411mila euro cioé il trattamento economico del sindaco del capoluogo di Regione, come previsto dal decreto legge costituzionale. Una provocazione? No, il governatore Luciano D’Alfonso vuole andare fino in fondo: «Mi piacerebbe che su questa proposta intervenissero tutti».