La banca più buona? Quella del latte materno

25 Aprile 2015

Opera nella neonatologia dell’ospedale di Chieti l’unica struttura abruzzese Le mamme donatrici provengono dalla regione ma anche da Marche e Molise

CHIETI. La banca del latte materno è un punto di raccolta del latte donato da madri diverse e distribuito gratuitamente, dopo l’opportuno trattamento, ai piccoli pazienti che ne hanno bisogno. Un gesto prezioso che riporta alla mente quello delle balie di una volta. Ma come funziona oggi questa donazione? E perché è tanto importante? Lo chiediamo a Mariangela Conte, dirigente medico del reparto di neonatologia dell’ospedale Santissima Annunziata di Chieti e responsabile della Banca regionale del latte umano donato.

Dottoressa, in Italia ci sono 31 banche del latte, cosa fanno?

«Si tratta di organismi nati per raccogliere, selezionare e distribuire il latte umano che proviene dalle donatrici, le quali sono a loro volta mamme che vogliono donare il loro latte per altri bambini che ne hanno bisogno. Si parla soprattutto di neonati prematuri e di bambini con necessità mediche come patologie metaboliche, o sottoposti a interventi chirurgici per patologie intestinali e cardiache, che hanno bisogno di un latte a maggiore digeribilità e con determinati fattori di difesa immunologica che il latte artificiale non possiede, e ancora, di bambini con gravi intolleranze alimentari o diarree intrattabili».

Possono donare tutte le mamme?

«Possono farlo tutte quelle che allattano e che hanno più latte a disposizione. Noi le selezioniamo, attenendoci alle linee di indirizzo nazionale. Abbiamo donatrici che provengono non solo dall’Abruzzo ma anche dalle vicine Marche e Molise».

E quando una mamma non può donare?

«Non può farlo se non passa almeno una settimana dalla nascita del proprio bimbo e se non s’è evidenza che abbia più latte di quanto necessiti al proprio bambino».

Qual è l’iter da seguire?

«La procedura è semplice, basta contattare telefonicamente la Banca del latte al numero 0871/357599, o rivolgersi direttamente al reparto di Neonatologia. Dopo un colloquio preliminare per capire quanto latte ha a disposizione e quali sono le sue abitudini, seguono visita e questionario, oltre al consenso per effettuare gli esami infettivologici. Se la donatrice risulta idonea, le diamo le istruzioni sulla raccolta del latte e le forniamo il tiralatte e i contenitori. Poi, nel rispetto della catena del freddo, la signora ci porterà il latte che verrà sottoposto al processo di pastorizzazione interno all’ospedale per garantirne la sicurezza».

E dove va il latte raccolto?

«Siamo disponibili a dare il latte a qualsiasi reparto ce lo chieda, e ci è stato richiesto anche per motivi scientifici oltre che umanitari, come nel caso dell’Università Federico II di Napoli che sta portando avanti degli studi proprio sul latte umano. In più, abbiamo anche un servizio interno di donazione propria, a disposizione della mamma che ha un bambino ricoverato in neonatologia perché possa così dare e conservare il suo latte per il proprio bambino».

Ma quali sono le proprietà del latte materno rispetto a quello artificiale?

«Il primo è un prodotto biologico, che contiene sostanze che non sono riproducibili nel latte artificiale, così come la qualità delle proteine che il bambino assume. Il latte umano contiene infatti proteine umane, quello “adattato” contiene proteine di altra specie. Poi, il latte umano da un punto di vista della digeribilità è più consono e previene molte infezioni. In più, non c’è nessun costo nell’allattare il proprio bambino, e nell’allattarlo il più a lungo possibile».

C’è un’età in cui è giusto interrompere l’allattamento?

«La Banca regionale del latte umano promuove l’allattamento materno e la cultura di questo gesto. Non c’è un’indicazione vera e propria del momento in cui smettere, né un momento preciso. Riguarda piuttosto il rapporto tra mamma e bambino».

E se la madre non ha latte?

«In quel caso, la mamma deve muoversi secondo le indicazioni del pediatra di fiducia. Prescrivere un latte al posto di un altro è una competenza medica perché il latte non è solo un alimento, ma è il nutrimento essenziale per un neonato e ne condiziona la crescita e la salute».

Quali sono i consigli o gli alimenti per promuovere la produzione di latte materno?

«Una delle migliori promozioni per l’allattamento materno è attaccare il bambino subito, e lasciarlo il più possibile vicino alla mamma, in modo che possa essere attaccato in qualsiasi momento lui o la mamma ne sentano il bisogno. E’ un processo molto naturale, ma se ci sono difficoltà si usa il tiralatte. La mamma può mangiare praticamente tutto, sarà il bambino a rendere chiaro se c’è un sapore che non lo soddisfa. Teniamo presente che l’allattamento predispone al passaggio di alimentazione, perché attraverso il latte materno passano anche i sapori».

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