La Bernardini: «D’Alfonso si fa beffa di me e di Pannella...»

28 Settembre 2016

PESCARA. «Ci sono tutte le condizioni per procedere alla nomina. Il veto sul mio nome è nelle cose (partitocratiche)». Così Rita Bernardini dopo l’ennesima fumata nera in consiglio regionale nell’el...

PESCARA. «Ci sono tutte le condizioni per procedere alla nomina. Il veto sul mio nome è nelle cose (partitocratiche)». Così Rita Bernardini dopo l’ennesima fumata nera in consiglio regionale nell’elezione di garante dei detenuti. L’Abruzzo rimane così l’unica regione a non aver una figura di garanzia sui diritti delle persone sottoposte a detenzione.

Sul nome della Bernardini, esponente del partito radicale e presidente d’onore di “Nessuno Tocchi Caino”, il Consiglio non riesce a trovare i voti sufficienti e quindi un accordo di maggioranza.

«La farsa sulla nomina del Garante delle persone private della libertà in Abruzzo deve finire. Lo richiede un minimo di etica istituzionale per una vicenda che si trascina vergognosamente da oltre un anno», interviene la Bernardini in una nota diffusa dalla redazione di Radio Radicale: «Il veto sul mio nome ci sta tutto: è nelle cose (partitocratiche). Il veto non è solo di parte dell’opposizione di centrodestra e dei 5 Stelle che si scandalizzano delle mie disobbedienze civili per la legalizzazione della cannabis, il veto proviene anche dalla maggioranza e dal presidente D’Alfonso, il quale ha giocherellato a lungo facendosi beffa non solo della mia persona ma, quel che è più grave, di Marco Pannella».

Rita Bernardini conclude con le parole che Marco Pannella pronunciò nel novembre 2015 a Teramo : «Speriamo che questa solfa indecente termini...».

Anche il Partito Radicale ha preso posizione sulla mancata nomina: «Il consiglio regionale abruzzese non è in grado di rispondere ad una esigenza primaria dei cittadini privati della loro libertà e il fatto che il dibattito si sia incentrato su Rita Bernardini sì o no, candidata degli uni, degli altri o di tutti è ormai un alibi».