La “Buona scuola” apre a 1200 precari in Abruzzo

Il direttore regionale controcorrente rispetto ai docenti che hanno scioperato: «Un'iniezione di risorse aggiuntive e un parziale svuotamento delle graduatorie»
L’AQUILA. Un "pacchetto" di oltre 1200 posti di potenziamento, oltre a quelli previsti dal turnover, per rafforzare l'organico delle scuole di ogni ordine e grado.
È quanto previsto per l'Abruzzo dal disegno di legge “Buona scuola” che, dopo circa un mese al Senato, tra rinvii e rischio-stallo, è stato licenziato dall'assemblea di Palazzo Madama prima di essere inviato di nuovo alla Camera per il via libera definitivo. Questa mattina dovrebbe essere dato l'avvio ai lavori.
«Un'iniezione di risorse nuove e aggiuntive per il mondo della scuola», secondo il direttore dell'ufficio scolastico regionale, Ernesto Pellecchia, che sembra discostarsi dalle posizioni dei docenti che hanno scioperato negli ultimi mesi contro il ddl. «Nei prossimi giorni saremo convocati a Roma per concordare le azioni sul territorio. Ma nel complesso mi sembra un momento positivo per il settore: da un lato è previsto un sostanziale svuotamento delle graduatorie a esaurimento, che vedono la presenza dei precari storici, dall'altro più risorse per l'offerta formativa».
Il maxiemendamento, approvato dal Senato e presentato dai relatori Puglisi (Pd) e Conte (Ap) include una tabella di ripartizione dei posti di potenziamento. Secondo la tabella, allegata al documento, per l'Abruzzo sono previsti 449 posti aggiuntivi per scuola primaria, 176 per la secondaria di primo grado, 607 per il secondo grado, per un totale di 1232 posti comuni, a cui vanno aggiunti 182 cattedre di sostegno.
A livello nazionale i posti del potenziamento saranno 55.258. Questi posti sono destinati alle finalità di cui ai commi 7 e 84: il primo individua il fabbisogno di posti dell'organico dell'autonomia, in relazione all'offerta formativa, mentre il secondo è destinato alla copertura delle supplenze fino a 10 giorni.
Ad essere assunti saranno i precari storici (iscritti nelle graduatorie ad esaurimento), ma solo dopo i vincitori e gli idonei del concorso a cattedre 2012. Un nodo che sta sollevando grandi polemiche negli ultimi giorni.
Uno dei principi fondamentali della riforma è il rafforzamento dell'autonomia scolastica, cioè una maggiore libertà nella gestione degli edifici, della didattica, dei progetti formativi e dei fondi a disposizione di ogni singola scuola. L'organico, salvo modifiche dell'ultimo minuto, sarà gestito interamente dal dirigente scolastico che potrà proporre le cattedre ai docenti (a partire dall'anno scolastico 2016/2017) e i posti utilizzando gli albi territoriali che dal 2016 racchiuderanno le Reti di scuole.
La chiamata degli insegnanti sarà, dunque, non più sulla base di una graduatoria, ma dell'iscrizione a albi (o ambiti) a cui si accederà per concorso pubblico oppure tramite il Piano straordinario di assunzioni 2015, che prevede oltre 107mila immissioni in ruolo: 51.899 su posti vacanti e disponibili e 55.258 su posti di potenziamento dell'offerta formativa.
Michela Corridore
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